Manutenzione preventiva: efficacia e risparmi per la tua azienda!

La manutenzione preventiva implica azioni proattive per mantenere le attrezzature al meglio, prevenendo guasti. Attraverso ispezioni e sostituzioni programmate, mira a ridurre i tempi di inattività e i costi, incrementando l’efficienza e la sicurezza. L’uso di tecnologie come i sensori IoT amplifica i suoi benefici, rendendola un investimento strategico per l’efficienza e la longevità degli impianti.

Transizione 5.0: Una Nuova Era per l’Energia Rinnovabile

Il Piano Transizione 5.0, parte del decreto legge Pnrr, destina 6,3 mld di Euro a incentivi per macchinari, robot e software che riducano i consumi energetici, puntando su energia rinnovabile e formazione per una sostenibilità avanzata. Con enfasi sui pannelli fotovoltaici made in Italy e un focus sulle PMI, offre crediti d’imposta fino al 45%. Una mossa strategica per spingere l’Italia verso un futuro energetico più pulito e sostenibile, premiando l’efficienza e l’innovazione tecnologica.

Decarbonizzazione: la nuova sfida del settore manifatturiero

Le aziende italiane stanno affrontando la sfida della decarbonizzazione per ridurre l’impronta di carbonio e sfruttare nuove opportunità economiche. Con le normative europee che richiedono significativi tagli alle emissioni, si investe in energie rinnovabili e efficienza energetica. Questo impegno non solo favorisce l’ambiente ma migliora anche la competitività sul mercato globale, aprendo a finanziamenti e nuovi mercati. La cooperazione tra vari attori è cruciale per una transizione efficace verso un futuro sostenibile, facendo della decarbonizzazione una strategia vincente per l’innovazione e la crescita.

La Luce Verde per un Futuro Sostenibile: Prepara la Tua Azienda!

La transizione energetica è una realtà in atto in Italia, con un focus crescente sull’efficienza energetica nel settore edilizio. Gli edifici connessi e gli impianti efficienti sono centrali in questo cambiamento, supportati dalla building automation. L’innovazione tecnologica sta rivoluzionando la progettazione degli edifici, rendendo la progettazione integrata e l’automazione la norma, non l’eccezione. Questa transizione non solo aiuta a ridurre le emissioni, ma può anche portare a una riduzione dei costi operativi a lungo termine. La sostenibilità rappresenta ora un’opportunità per le aziende di creare valore e promuovere una crescita sostenibile nel lungo termine.

Smart building: l’efficientamento energetico contro la crisi climatica

Energia pulita, sistemi di gestione integrata, tecnologie e processi di automazione, il controllo da remoto: queste sono le quattro componenti di uno smart building, struttura sempre più presente negli ambienti industriali europei e mondiali. È stato studiato che la riconversione degli edifici già esistenti e la costruzione di nuove strutture intelligenti porterebbe numerosi vantaggi sia alla collettività (in termini ecologico-ambientali) che agli imprenditori impegnati nel settore industriale, grazie ai benefici economici derivanti dall’efficientamento energetico delle aziende.

Aziende: nuove penali sull’Energia Reattiva 2023

Durante la riunione del 27 dicembre scorso, l’ARERA – Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha pubblicato la Delibera 27 dicembre 2022 n. 720/2022/R/eel, che prevede l’aumento dal 1° Aprile 2023 della penale per le utenze che immettono energia reattiva in rete. Parliamo di un aumento del 65% medio, con picco del 75%. Le stesse tariffe infatti, se comparate a quelle del 2016 – le prime con Cosf 0.95 – sono state addirittura incrementate del 90%. Per le utenze in bassa tensione (BT) superiori ai 16.5 kW: per energia reattiva compresa tra 33% e 75% della attiva (F1 e F2): 1,274 centesimi di euro/kvarh[+60,9%] per energia reattiva oltre il 75% della attiva (F1, F2):  1,689centesimi di euro/kvarh  [+64,9%] per energia reattiva immessa in fascia F3 (a partire dal 1° Aprile 2023): 1,689centesimi di euro/kVarh Per le utenze in media tensione (MT): per energia reattiva compresa tra 33% e 75% della attiva (F1 e F2): 0,456 centesimi di euro/kvarh[+68,3%] per energia reattiva oltre il 75% della attiva (F1 e F2):  0,606centesimi di euro/kvarh [+72,6%] per energia reattiva immessa in fascia F3 (a partire dal 1° Aprile 2023): 0,606centesimi di euro/kVarh Pertanto tutti gli utenti alimentati in BT (bassa tensione) che hanno una potenza impegnata superiore a 16,5 kW e quelli alimentati in MT (media tensione), superando la soglia di immissione dell’energia reattiva si vedranno addebitata la penale, anche in fascia F3 il corrispettivo sarà lo stesso utilizzato per le fasce F1 e F2 quando il Fdp (fattore di potenza) sarà inferiore a Cosf 0,8 (ovvero, in termini di rapporto tra le energie reattiva ed attiva: Er/Ea >0,75). Inoltre, vanno osservate le seguenti prescrizioni: Il fattore di potenza «istantaneo» (calcolato sui 15 minuti) in corrispondenza del massimo carico nelle fasce orarie F1 e F2 deve essere almeno pari a 0,9. Il fattore di potenza medio mensile deve essere almeno pari a 0,7. Non è permesso immettere potenza reattiva in rete e dal 1° Aprile 2023 questa sarà addebitata in bolletta con penale. Nelle fasce F1 e F2 sarà ammesso un assorbimento di energia reattiva non oltre il 33% dell’energia attiva, che corrisponde ad un cosφ pari a 0,95. Si ricorda, che il mancato rispetto di quanto indicato può portare alla sospensione del servizio. È quindi importante mantenere il proprio impianto sotto controllo e in perfetta efficienza onde evitare di incappare in penali che possono avere ordini di grandezza ragguardevoli per il vostro esercizio. Contattaci subito siamo a disposizione per assistervi nel calcolare quanto le nuove penali incideranno sul costo dei vostri consumi elettrici e se sarà necessario installare dispositivi di monitoraggio e/o rifasamento della energia reattiva utilizzata, in modo da prevenire opportunamente la penale e capire se, a partire dal 1° Aprile 2023, il vostro impianto rischia di generare ulteriori penali. Ma cos’è l’energia reattiva in bolletta? Perché ci si trova a pagare una penale? Come si riduce o elimina l’energia reattiva? Come funziona il rifasamento del mio impianto? Richiedi subito la guida completa, inizia a risparmiare!

Colonnine di ricarica, ecco cosa devi sapere!

Oggi parliamo delle colonnine di ricarica dei veicoli, ma lo facciamo evidenziando aspetti che pochi conoscono e considerano quando decidono di acquistarle. Innanzitutto è bene sapere che esistono diverse potenze di ricarica: 3,7 kW (16A 230V) allacciamento monofase 7,4 kW (32A 230V) allacciamento monofase 22 kW (32A 400V) allacciamento trifase Cosa cambia oltre al tipo di allacciamento? Sicuramente i tempi di ricarica, maggiore sarà la potenza della colonnina, minori saranno i tempi di ricarica. È importantissimo considerare qual è la potenza massima del tuo veicolo elettrico, anche se mediamente le potenze di tutte le colonnine può essere regolata e ridotta. Ma la cosa che tutti trascurano inizialmente è: – dove collego le mie colonnine? – il mio impianto elettrico è in grado di supportare l’alimentazione di queste colonnine? La risposta nella stragrande maggioranza dei casi è…NO. Cosa fare allora? Prima di installare una colonnina o un gruppo di colonnine di ricarica, sarà necessario richiedere un sopralluogo tecnico in azienda per valutare in base al consumo totale delle colonnine un eventuale adeguamento della potenza contrattuale. Inoltre sarà necessario stabilirne il posizionamento ed il punto di allacciamento, così da valutare se l’impianto elettrico esistente può sostenere il nuovo carico. E ancora definito il punto di installazione occorrerà dimensionare correttamente i nuovi quadri, le tubazioni e linee elettriche dedicate all’alimentazione delle colonnine di ricarica. Infine, sempre più spesso, le colonnine di ricarica per auto sono integrate ad un impianto fotovoltaico esistente in modo che la batteria dell’auto possa essere caricata con l’energia solare. In una configurazione ottimale sostenibile e autosufficiente, tutto questo ha bisogno del supporto di specialisti qualificati che abbiano esperienza. È un vero e proprio ampliamento dell’impianto elettrico e come tale deve essere trattato, sia dal punto di vista della progettazione che installazione. Ora scopriamo tutti i tipi di colonnine e connettori così potrai operare una scelta più consapevole. Per le stazioni di ricarica la norma di riferimento è la IEC 61851-1. La norma prevede un’elettronica di controllo che utilizza un sistema di comunicazione “universale” tra la stazione ed il veicolo attraverso un circuito PWM (Pulse Width Modulation), necessario per garantire la sicurezza del processo di ricarica, sia per le persone che per evitare danneggiamenti del pacco batterie del veicolo. Modi di ricarica colonnine AC e DC Il Modo 1 AC – non valido per le auto elettriche – consiste nel collegamento diretto del veicolo alle normali prese di corrente e viene usato dalle bici elettriche e da alcuni scooter. Il Modo 2 AC – sul cavo di alimentazione del veicolo è presente un dispositivo denominato Control Box (sistema di sicurezza PWM, Pulse Width Modulation) che garantisce la sicurezza delle operazioni durante la ricarica. Le prese utilizzabili sono quelle domestiche o industriali fino a 32A (sia monofase che trifase – max 22 kW). Il Modo 3 AC – è quello obbligatorio per la ricarica pubblica. La ricarica deve avvenire tramite un apposito sistema di alimentazione dotato di connettori specifici e può essere di tipo lento (16A 230V) o rapido (fino a 32A, 400V). Anche in questo caso è presente il sistema di sicurezza PWM. Il Modo 4 DC –La ricarica in corrente continua, che permette di rifornire l’auto elettrica di energia a 400 V con tempi super rapidi. Possiamo riconoscere immediatamente queste colonnine, che si distinguono dalle altre dal caricabatteria, che in questo caso si trova infatti all’interno della struttura; oltretutto i due standard di connettori sono il CHAdeMO e il CCS COMBO 1 e 2. Le caratteristiche: Colonnine pubbliche o private Il primo argomento pare scontato ma in realtà non lo è per niente. Parliamo della distinzione tra i punti di ricarica pubblica e quelli privati, i primi sono, ad esempio, quelli che si installano nel parcheggio di un’azienda o nel garage di casa. Gli altri sono quelli che troviamo in genere nei parcheggi, in città, o sulle strade, a volte nei pressi di distributori di benzina. Potenza e velocità In questo caso dobbiamo fare un’altra distinzione comunque fondamentale: quella tra velocità e potenza del rifornimento di energia all’auto elettrica. Ci sono infatti colonnine di ricarica alternata (AC) e colonnine in corrente continua (DC, ultrarapide). I punti collegati alla rete domestica in genere sono in corrente alternata, le colonnine pubbliche invece possono essere DC o AC. Vediamone le caratteristiche principali. L’adattatore modulare Si chiama Juice Booster 2 ed è un cavo di ricarica a struttura modulare che può caricare le auto elettriche usando qualsiasi tipologia di collegamento (dalle AC pubbliche a quelle domestiche). È una sorta di colonnina portatile: da un lato c’è la presa Type-2 da collegare alla vettura e dall’altro invece è possibile decidere quale tipologia di presa (e quindi di colonnina) scegliere. Ora conosci davvero tutto quello che serve, devi solo trovare il partner giusto con cui realizzare la tua stazione di ricarica dei veicoli elettrici. Contattaci per un sopralluogo tecnico gratuito! 

Green Company Magazine “IL FUTURO È NEL MONDO DEL RINNOVABILE”

Il nostro amministratore Vincenzo Dottorini ha rilasciato un’intervista pubblicata sul Green Company Magazine di Aceper, in merito al panorama del fotovoltaico al sud, evidenziandone la sua evoluzione e crescita continua. Di fatto, L’aumento dei costi dell’energia elettrica sta causando conseguenze allarmanti per le aziende costringendo gli imprenditori a adottare delle misure preventive o a prendere decisioni difficili. In un panorama pieno di incertezze, investire nel fotovoltaico rappresenta una delle soluzioni per risparmiare denaro grazie all’autoconsumo di energia a costo zero. Aiutiamo le aziende a supportare le esigenze degli imprenditori valutando le soluzioni migliori per migliorare e implementare i loro impianti. Chi investe nel mondo del rinnovabile non solo risparmia denaro ma ottiene un vantaggio competitivo sul mercato. > LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO <

Provvedimenti senza precedenti per lo sviluppo del Fotovoltaico

Il primo marzo scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge 1 marzo 2022, n. 17 dal titolo “Misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali. Il documento contiene una serie di misure emergenziali rese necessarie dai rincari del costo dell’energia, determinate anche dalla questione ucraina russia. Il Decreto Legge, già in vigore dal 2 marzo (il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) prevede misure a vantaggio degli utenti, quali l’azzeramento degli oneri di sistema per il secondo trimestre 2022 e la rimodulazione delle imposte sul gas. Inoltre introduce alcune novità importanti per quanto riguarda l’installazione degli impianti fotovoltaici. Edilizia libera L’installazione, con qualunque modalità, di impianti fotovoltaici sugli edifici (*) o su strutture e manufatti fuori terra diversi dagli edifici e la realizzazione delle opere funzionali alla connessione alla rete elettrica nei predetti edifici o strutture e manufatti, nonché nelle relative pertinenze, è considerata intervento di manutenzione ordinaria e non è subordinata all’acquisizione di permessi, autorizzazioni o atti amministrativi di assenso comunque denominati, ivi inclusi quelli previsti dal “Codice dei beni culturali e del paesaggio” (DLgs 42/04), a eccezione degli impianti che ricadono in aree o immobili di cui all’articolo 136, comma 1, lettere b) e c), del predetto Codice, individuati ai sensi degli articoli da 138 a 141 del medesimo Codice, e  fermo restando quanto previsto dagli articoli 21 e 157 del Codice. Iter semplificato per la connessione degli impianti fino a 200 kW Entro il 2/5/2022 è prevista la pubblicazione di un decreto che individui le condizioni e le modalità per estendere l’impiego del modello unico semplificato per la connessione degli impianti fino a 200 kW. In proposito si ricorda che il DLgs 199/21 ha già previsto che a partire dal 14/4/2022 il modello unico semplificato sia utilizzato per gli impianti fino a 50 kW Semplificazione per impianti rinnovabili in aree idonee Toccando l’art. 22 comma 1 lett. a) del d.lgs. 199/2021, si stabilisce che nei procedimenti di autorizzazione di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili su aree idonee, inclusi i procedimenti per l’adozione del provvedimento di VIA (valutazione di impatto ambientale), l’autorità competente in materia paesaggistica si esprime con parere obbligatorio non vincolante Altre misure strutturali e di semplificazione in materia energetica Razionalizzazione e semplificazione delle procedure autorizzative per gli impianti offshore; Fondo per autoconsumo da fonti rinnovabili per PMI: istituzione di un Fondo ad hoc di 267 milioni di euro, per promuovere la produzione di energia elettrica rinnovabile e l’autoconsumo per le piccole e medie imprese; Contributo sotto forma di credito d’imposta per l’efficienza energetica nelle regioni del Sud: alle imprese che effettuano investimenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia volti ad ottenere una migliore efficienza energetica ed a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili, fino al 31 dicembre 2023 è attribuito un contributo sotto forma di credito d’imposta. I costi ammissibili all’agevolazione corrispondono ai costi degli investimenti supplementari necessari per conseguire un livello più elevato di efficienza energetica e per l’auto produzione di energia da fonti rinnovabili nell’ambito delle strutture produttive. Con apposito decreto interministeriale, da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, sono stabiliti i criteri e le modalità di attuazione delle disposizioni, con particolare riguardo alle procedure di concessione, ai costi ammissibili all’agevolazione, alla documentazione richiesta, alle condizioni di revoca e all’effettuazione dei controlli; Disposizioni di supporto per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della pubblica amministrazione: si va a modificare l’art.5 del d.lgs. 102/2014, disponendo che l’Agenzia del Demanio gestirà i «programmi di intervento per il miglioramento della prestazione energetica» degli edifici pubblici, nel tentativo di creare un maggior coordinamento. —>>> SCARICA IL TESTO DELLA GAZZETTA UFFICIALE

Industria 4.0 ed efficienza energetica

Hai mai pensato ai vantaggi che l’industria 4.0 porterebbe nella tua aziende nell’ottimizzazione della gestione dell’energia? E sai che, per le imprese del Mezzogiorno, le attività legate all’industria 4.0 possono essere realizzate con un investimento del solo 5%? Scopri i dettagli nell’articolo.

Ultime news

  • All Posts
  • Building Automation
  • Cablaggio strutturato
  • Canalizzazioni
  • Case History
  • Domotica
  • Efficienza Energetica
  • elettrostrumentale
  • Fotovoltaico
  • ICT
  • Impianti elettrici
  • incentivi
  • Ineltec Story
  • Iniziative
  • Innovazione
  • Installazione
  • IoT
  • Manutenzione
  • News
  • Quadri elettrici e cabine BT/MT
  • Risparmio energetico
  • Senza categoria
  • Sicurezza
  • Sistemi di sicurezza

INELTEC srl – Via della Tecnica 5 – 75100 – Matera (MT) – N.REA: MT70309 – P.Iva: 01070200777 – pec: ineltec@pec.ineltec.it