Smart building: le 5 cose che cambieremo

L’Evoluzione tecnologica è sempre stata al fianco dell’evoluzione qualitativa nello stile di vita delle persone. Dopo l’avvento della pandemia, studi scientifici confermano che la nostra vita non sarà più la stessa e giocoforza dovremo cambiare le nostre abitudini. Anche gli edifici dovranno essere ripensati ed ammodernati in base alle nuove esigenze.   Quali saranno questi cambiamenti? Illuminazione intelligente Climatizzazione e sanificazione Rete dati e smart working Sicurezza termografica Controllo accessi   Illuminazione Negli edifici diventerà intelligente, nel senso che qualsiasi controllo, comando e gestione non sarà più effettuato dalle persone. Non accenderemo più la luce con il dito. Cosa succederà allora? Il tutto sarà demandato ad un sistema di gestione automatica dotato di intelligenza artificiale che sarà in grado, grazie a sensori di presenza (con illuminamento medio e regolazione della luminosità), di capire le abitudini delle persone che frequentemente utilizzano gli ambienti e di riproporre gli scenari luminosi più consoni. Ogni ulteriore comando sarà trasferito dall’uomo al sistema in modo vocale. La nostra voce sarà al centro di tutto. Impianti di climatizzazione Saranno completamente automatizzati. Il controllo sarà possibile da remoto e la gestione demandata a sistemi automatici dotati di sensori speciali che, posti in ambiente, controlleranno la qualità dell’aria e i suoi ricicli, oltre alla modulazione della temperatura/umidità e alla sanificazione.       Smart working Le attività lavorative in smart working saranno sempre più incentivate, qualcuno pensa già di ridurre i costi e dismettere per sempre alcune postazioni lavoro. Il coronavirus ha portato tanti imprenditori a questa conclusione. Dunque, è già possibile adottarla come soluzione? Certo, ma per essere efficienti e dare la possibilità a tutti i collaboratori di lavorare da casa, sarà indispensabile irrobustire la struttura di rete dati presente nell’attività. Solo così sarà possibile gestire in contemporanea l’accesso di più persone alla rete e consentire l’incremento notevole dei flussi di informazioni che viaggeranno da e verso il server aziendale. Sicurezza delle attività Sarà necessario implementare i sistemi di monitoraggio termografico all’interno delle aziende. Il coronavirus ci ha reso impotenti e al tempo stesso consapevoli che questa pandemia porta con sé strascichi e conseguenze durature. Inoltre, c’è la possibilità, non proprio remota, di un ritorno dei contagi nella stagione autunnale. Come possiamo difenderci allora? Si potranno ridurre drasticamente i rischi di un contagio all’interno delle aziende se verranno utilizzati dei sistemi video di monitoraggio termografico nei punti di accesso delle persone all’attività. Questa protezione, non tutela solo le persone da un possibile contagio, ma preserva l’azienda stessa da un potenziale nuovo blocco della produzione, nel malaugurato caso di un positivo Covid-19 tra i collaboratori. Sistema di controllo accessi Sarà importante anche per chi, finora, non lo riteneva utile per la sua attività. Infatti, sempre restando sul tema del monitoraggio dei flussi di persone che frequentano l’azienda, si avrà la necessità di tracciare chi entra e chi esce, oltre a dimostrare di aver fatto tutto il possibile per contrastare la diffusione del virus, sia nel momento della riapertura che nel prossimo futuro. Tutti questi impianti, e tutte queste complicate funzioni, dovranno essere governate da un unico sistema di gestione centrale, che faciliterà la vita di chi utilizzerà gli impianti e anche quella dei manutentori che dovranno mantenerli efficienti.   Il nome di questo sistema? Building Automation. Utilizzarlo nella tua struttura significherà risparmiare soldi sui consumi di energia e nella gestione degli impianti. Scopri GRATIS come risparmiare, scarica la scheda ? CLICCA QUI

#IoRestoaCasa. Ma i ladri no…

#IoRestoaCasa è la virale campagna social promossa dal Governo per invitare tutti gli italiani a non uscire, una misura adottata per fermare il contagio del virus COVID-19. Inizialmente adottato nella “zona rossa” del Nord Italia, il decreto è stato presto esteso a tutta la nazione con la chiusura di scuole, attività sportive e della maggior parte delle attività commerciali, delle imprese e delle aziende. Gli italiani hanno risposto con grande senso di responsabilità, incentivando attività di smart working per evitare di uscire di casa e rispettare la direttiva #IoRestoaCasa. Purtroppo non tutti hanno seguito la direttiva. Le cronache italiane di questi difficili giorni riportano, infatti, frequenti casi di furti ai danni di attività chiuse. Dalla mascherina al passamontagna il passo è breve Se è vero che diminuiscono i furti nelle abitazioni, sono decisamente aumentati quelli ai danni di imprese e attività commerciali, chiuse in questo periodo a causa del coronavirus. Questa settimana sono state diverse le aggressioni malavitose subite dalle attività. Come il furto ai danni di una gelateria di Trapani. I ladri, approfittando del coprifuoco, hanno forzato la porta di ingresso per entrare indisturbati nel locale e rubare diversi macchinari, oltre a tutte le scorte di magazzino. E ancora, il negozio di telefonia a Castelnovo Sotto, in provincia di Reggio Emilia. Molti i casi di furti in tutta Italia anche ai danni di depositi che smistano i presidi igienico-sanitari, alla ricerca di mascherine e gel igienizzanti, da rivendere sul mercato nero. Insomma, il crimine non si ferma, neppure ai tempi del Coronavirus, è un vero e proprio sciacallaggio.   Cosa si può fare in questi casi?   Per fortuna le aziende che mantengono attivi i servizi primari sono ancora autorizzate ad operare. Cosa c’è di più importante della sicurezza e della difesa del patrimonio delle attività produttive e commerciali? Le aziende sono molto vulnerabili in questa situazione di emergenza. Non c’è un decreto che prevede un risarcimento a seguito di furti, ma, soprattutto, come si può garantire un’efficace ripartenza delle attività a fine emergenza? La stragrande maggioranza delle forze dell’ordine, a cui va la nostra stima, è impegnata nei controlli dovuti alla gestione di questa critica situazione. Quindi? Dobbiamo pensarci noi.  Il primo passo è quello di dotarsi un sistema di sicurezza efficace: l’impianto di allarme antintrusione. Come funzionano i sistemi di allarme? I sistemi di allarme possono essere gestiti da casa, anche tramite il cellulare, e richiedono automaticamente il soccorso inviando la segnalazione di un furto in atto. Oppure possono compiere azioni specifiche per mettere in fuga i malviventi. Quali? Accensione delle luci interne ed esterne all’azienda. Attivazione delle sirene interne all’area, per generare caos e mettere in agitazione i ladri. Opuure sirene esterne con lampeggiante, per attirale l’attenzione di vicini e passanti nei paraggi. Attivazione dei sistemi nebbiogeni, ossia diffusori di fumo che generano disorientamento, azzerando la visibilità interna all’area e costringendo i malviventi a cercare la via di fuga per non restare bloccati all’interno. Invio di e-mail, SMS e messaggi vocali di allarme che raggiungono le varie persone addette al soccorso, oppure attivazione di radio-allarmi in dotazione alle pattuglie di vigilanza privata, che convergono immediatamente verso la struttura aggredita. Difendi anche tu la tua attività, è il momento migliore, in questa situazione di emergenza.   #TuRestaCasa. Alla tua sicurezza ci pensiamo noi ? CLICCA QUI

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