ALLARME TRUFFE: ANCORA IMPRENDITORI INGANNATI SULLE VERIFICHE DEGLI IMPIANTI DI MESSA A TERRA!

Attenzione alle truffe sui controlli della messa a terra! Imprenditori in tutta Italia hanno segnalato contratti annuali di verifica/manutenzione firmati con falsi ispettori ministeriali, quando la normativa (DPR 462/2001) richiede controlli ogni 5 anni (2 per aree rischiose). Questi contratti, spesso irrevocabili, sono venduti con false minacce di sanzioni. Se hai dubbi o hai firmato qualcosa del genere, non esitare a contattarci: è possibile recedere entro 14 giorni. Non firmare nulla senza consultare esperti affidabili!
Tubazioni: partiamo dalle basi

Cosa succederebbe se un’autostrada non avesse un adeguato numero di corsie e lo spazio necessario per far circolare più veicoli contemporaneamente? Sarebbe impossibile viaggiare. Ci avete mai pensato? Si creerebbe una vera e propria congestione. Le tubazioni di un impianto elettrico sono proprio come le corsie di un’autostrada. Come il progetto di un’autostrada deve essere realizzato ad hoc per rendere la viabilità fluida ed evitare possibili ingorghi, anche un impianto elettrico deve essere composto da un preciso numero di tubazioni. Anzi, nel caso delle tubazioni incassate nel pavimento, una volta che lo spazio è finito non si possono più infilare i cavi. Ci sono normative che impongono di lasciare libero almeno un terzo dello spazio. Questo per dare la possibilità di uno sfilaggio futuro di cavi non più necessari oppure di una sostituzione in caso di manutenzione. Tutto parte dalle fondamenta Le canalizzazioni, e di conseguenza l’impianto di messa a terra, sono alla base di qualsiasi struttura impiantistica. La loro installazione è molto delicata perché è fondamentale definire la dimensione delle condutture che si vanno a posare sotto la pavimentazione. A maggior ragione quando si tratta di pavimentazioni di tipo industriale, come nel nostro caso, quando siamo stati chiamati a realizzare l’impianto elettrico di un’azienda che opera nel settore della gestione rifiuti a tutela dell’ecologia ambientale. 1° step: stesura delle tubazioni La posa deve essere corretta, fatta da personale specializzato, perché ogni curva, ogni dislivello del terreno, può generare delle difficoltà nelle fasi di infilaggio dei cavi. Ecco perché è importante dialogare con l’impresa edile che, fatti gli scavi, deve predisporre un letto di sabbia in cui vengono adagiate tutte le tubazioni. Una volta posizionate, è bene coprire le estremità dei tubi facendo una sigillatura. Noi, ad esempio, andiamo a creare dei cappucci proprio per evitare che nelle fasi di lavorazione, cioè le fasi più “sporche”, i tubi si riempiano di polvere e di terreno oppure che qualche animale si inserisca al loro interno. È un lavoro che richiede del tempo, ma che porta diversi benefici. Terminata questa operazione, arriva il momento di posare il terreno morbido sulle tubazioni per richiudere lo scavo o, in alternativa, di realizzare, subito dopo la copertura, una soletta di cemento a protezione meccanica delle tubazioni. La protezione dei tubi è molto importante perché con il passare del tempo e con lo schiacciamento naturale del terreno potrebbero deformarsi ed essere schiacciati. Non a caso esistono delle normative CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) che stabiliscono a quale profondità devono essere posizionate le tubazioni. 2° step: impianto di messa a terra delle tubazioni Di pari passo alla stesura delle tubazioni, si inizia a realizzare l’impianto di messa a terra, che è fondamentale, soprattutto per le strutture metalliche. L’impianto di messa a terra, infatti, protegge non solo dai contatti diretti e indiretti nel normale esercizio dell’impianto elettrico, ma anche dalle scariche atmosferiche che un capannone metallico ha più probabilità di attrarre. Di volta in volta, infatti, l’impianto viene dimensionato e verificato proprio in base ad uno studio tecnico, fatto da ingegneri specializzati, sulla probabilità che un fulmine vada a colpire direttamente o indirettamente l’edificio in questione. Insomma, conoscere l’ABC è importante in qualsiasi ambito, soprattutto in quello degli impianti elettrici. Senza un buon impianto i rischi per la sicurezza delle persone sono alti e l’azienda non “cammina”, così come le macchine bloccate nel traffico quando alcuni tratti di autostrada sono interrotti. Scopri come dovrebbe essere realizzato il tuo impianto, parti da basi solide ? CLICCA QUI
Allarme truffe sull’impianto di messa a terra

Allarme truffe! Mettiamo in guardia ? le aziende perché in questi giorni, anche se carnevale è ormai passato, c’è gente che si “maschera” da funzionario ministeriale o da ispettore ASL e ARPA, pur essendo in realtà di un organismo privato. Visitano le aziende dicendo di essere stati incaricati dall’ispettorato, I.N.A.L. o aziende sanitarie, e chiedono di visionare le documentazioni inerenti la verifica dell’impianto di messa a terra dell’attività, ai sensi del DPR 462/01. Tali persone non hanno alcun titolo per chiedere l’esibizione di tali documenti ?. ? Occhio alla truffa Equivocando sul ruolo e paventando responsabilità penali (arresto da 2 a 6 mesi) con sanzioni amministrative da 4.200€ a 6.400€ a carico delle imprese ?, fanno firmare un contratto ?per svolgere la suddetta verifica con il loro istituto e, ovviamente, proporre in modo insistente un contratto di manutenzione. In alcuni casi indicano, in modo del tutto arbitrario, delle periodicità più stringenti. Tipo ogni 2 anni anziché 5 come previsto dalle norme di riferimento. Prestate quindi la massima attenzione a questi campanelli d’allarme. Invitiamo alla massima allerta e a comunicare eventuali tentativi di truffa alle Forze dell’Ordine. L’obbligo di legge esiste ma, prima di sottoscrivere contratti, si consiglia di verificare la reale necessità. Se avete già sottoscritto il contratto.. Nel caso abbiate già sottoscritto il contratto e non volete dar seguito a questo consenso ottenuto con fraudolenza, potete comunque recedere entro 14 giorni inviando la richiesta per lettera raccomandata o via mail PEC alla ditta. È utile ricordare che l’obbligo giuridico della verifica di messa a terra è a carico del datore di lavoro. Non dev’essere sottovalutata l’importanza di una verifica dell’efficienza degli impianti. E non dobbiamo dimenticare la necessità di poter dimostrare di aver periodicamente manutenzionato ? e verificato impianti dei luoghi di lavoro. In caso di incidente si incorre in sanzioni penali come indicato anche negli articoli 87 comma 4 lettera D ed articolo 297 comma 2 del D.lgs 81/08. Oltre alla possibilità di mancato pagamento da parte dell’assicurazione. Insomma, un doppio danno ?. Per qualsiasi informazione o chiarimento siamo sempre a vostra disposizione con la massima trasparenza. Non esitare a contattarci ? CLICCA QUI

