Manutenzione predittiva: efficienza e durata degli impianti

La manutenzione predittiva si basa sull’uso di dati avanzati e tecnologie come l’intelligenza artificiale per prevedere guasti prima che accadano, migliorando sicurezza ed efficienza degli impianti. Riduce costi e tempi di fermo, ottimizza la vita utile degli impianti e supporta la sostenibilità. Richiede un investimento iniziale ma offre risparmi significativi e migliora l’affidabilità. È una strategia chiave per un futuro più sicuro e sostenibile, posizionando le aziende all’avanguardia nel loro settore.
IMPIANTO FOTOVOLTAICO: PERCHÈ FARE MANUTENZIONE?

Per gli imprenditori, una corretta manutenzione degli impianti è essenziale. Gli impianti fotovoltaici necessitano di particolare attenzione per mantenere un’alimentazione continua e prestazioni ottimali. In Italia, nel 2023, l’uso del fotovoltaico è cresciuto, ma solo metà viene impiegata nell’industria. La pulizia dei pannelli è cruciale; piccole accumulazioni di sporco possono ridurre l’efficienza fino al 10%. Controlli regolari da parte di professionisti sono fondamentali per prevenire malfunzionamenti e garantire sicurezza.
ALLARME TRUFFE: ANCORA IMPRENDITORI INGANNATI SULLE VERIFICHE DEGLI IMPIANTI DI MESSA A TERRA!

Attenzione alle truffe sui controlli della messa a terra! Imprenditori in tutta Italia hanno segnalato contratti annuali di verifica/manutenzione firmati con falsi ispettori ministeriali, quando la normativa (DPR 462/2001) richiede controlli ogni 5 anni (2 per aree rischiose). Questi contratti, spesso irrevocabili, sono venduti con false minacce di sanzioni. Se hai dubbi o hai firmato qualcosa del genere, non esitare a contattarci: è possibile recedere entro 14 giorni. Non firmare nulla senza consultare esperti affidabili!
Colonnine di ricarica, ecco cosa devi sapere!

Oggi parliamo delle colonnine di ricarica dei veicoli, ma lo facciamo evidenziando aspetti che pochi conoscono e considerano quando decidono di acquistarle. Innanzitutto è bene sapere che esistono diverse potenze di ricarica: 3,7 kW (16A 230V) allacciamento monofase 7,4 kW (32A 230V) allacciamento monofase 22 kW (32A 400V) allacciamento trifase Cosa cambia oltre al tipo di allacciamento? Sicuramente i tempi di ricarica, maggiore sarà la potenza della colonnina, minori saranno i tempi di ricarica. È importantissimo considerare qual è la potenza massima del tuo veicolo elettrico, anche se mediamente le potenze di tutte le colonnine può essere regolata e ridotta. Ma la cosa che tutti trascurano inizialmente è: – dove collego le mie colonnine? – il mio impianto elettrico è in grado di supportare l’alimentazione di queste colonnine? La risposta nella stragrande maggioranza dei casi è…NO. Cosa fare allora? Prima di installare una colonnina o un gruppo di colonnine di ricarica, sarà necessario richiedere un sopralluogo tecnico in azienda per valutare in base al consumo totale delle colonnine un eventuale adeguamento della potenza contrattuale. Inoltre sarà necessario stabilirne il posizionamento ed il punto di allacciamento, così da valutare se l’impianto elettrico esistente può sostenere il nuovo carico. E ancora definito il punto di installazione occorrerà dimensionare correttamente i nuovi quadri, le tubazioni e linee elettriche dedicate all’alimentazione delle colonnine di ricarica. Infine, sempre più spesso, le colonnine di ricarica per auto sono integrate ad un impianto fotovoltaico esistente in modo che la batteria dell’auto possa essere caricata con l’energia solare. In una configurazione ottimale sostenibile e autosufficiente, tutto questo ha bisogno del supporto di specialisti qualificati che abbiano esperienza. È un vero e proprio ampliamento dell’impianto elettrico e come tale deve essere trattato, sia dal punto di vista della progettazione che installazione. Ora scopriamo tutti i tipi di colonnine e connettori così potrai operare una scelta più consapevole. Per le stazioni di ricarica la norma di riferimento è la IEC 61851-1. La norma prevede un’elettronica di controllo che utilizza un sistema di comunicazione “universale” tra la stazione ed il veicolo attraverso un circuito PWM (Pulse Width Modulation), necessario per garantire la sicurezza del processo di ricarica, sia per le persone che per evitare danneggiamenti del pacco batterie del veicolo. Modi di ricarica colonnine AC e DC Il Modo 1 AC – non valido per le auto elettriche – consiste nel collegamento diretto del veicolo alle normali prese di corrente e viene usato dalle bici elettriche e da alcuni scooter. Il Modo 2 AC – sul cavo di alimentazione del veicolo è presente un dispositivo denominato Control Box (sistema di sicurezza PWM, Pulse Width Modulation) che garantisce la sicurezza delle operazioni durante la ricarica. Le prese utilizzabili sono quelle domestiche o industriali fino a 32A (sia monofase che trifase – max 22 kW). Il Modo 3 AC – è quello obbligatorio per la ricarica pubblica. La ricarica deve avvenire tramite un apposito sistema di alimentazione dotato di connettori specifici e può essere di tipo lento (16A 230V) o rapido (fino a 32A, 400V). Anche in questo caso è presente il sistema di sicurezza PWM. Il Modo 4 DC –La ricarica in corrente continua, che permette di rifornire l’auto elettrica di energia a 400 V con tempi super rapidi. Possiamo riconoscere immediatamente queste colonnine, che si distinguono dalle altre dal caricabatteria, che in questo caso si trova infatti all’interno della struttura; oltretutto i due standard di connettori sono il CHAdeMO e il CCS COMBO 1 e 2. Le caratteristiche: Colonnine pubbliche o private Il primo argomento pare scontato ma in realtà non lo è per niente. Parliamo della distinzione tra i punti di ricarica pubblica e quelli privati, i primi sono, ad esempio, quelli che si installano nel parcheggio di un’azienda o nel garage di casa. Gli altri sono quelli che troviamo in genere nei parcheggi, in città, o sulle strade, a volte nei pressi di distributori di benzina. Potenza e velocità In questo caso dobbiamo fare un’altra distinzione comunque fondamentale: quella tra velocità e potenza del rifornimento di energia all’auto elettrica. Ci sono infatti colonnine di ricarica alternata (AC) e colonnine in corrente continua (DC, ultrarapide). I punti collegati alla rete domestica in genere sono in corrente alternata, le colonnine pubbliche invece possono essere DC o AC. Vediamone le caratteristiche principali. L’adattatore modulare Si chiama Juice Booster 2 ed è un cavo di ricarica a struttura modulare che può caricare le auto elettriche usando qualsiasi tipologia di collegamento (dalle AC pubbliche a quelle domestiche). È una sorta di colonnina portatile: da un lato c’è la presa Type-2 da collegare alla vettura e dall’altro invece è possibile decidere quale tipologia di presa (e quindi di colonnina) scegliere. Ora conosci davvero tutto quello che serve, devi solo trovare il partner giusto con cui realizzare la tua stazione di ricarica dei veicoli elettrici. Contattaci per un sopralluogo tecnico gratuito!
Revamping: cos’è e a cosa serve?

Il termine revamping letteralmente significa ‘riparazione, ammodernamento’. Gli interventi di revamping sono fondamentali per ottimizzare e allungare il ciclo vitale degli impianti. Ma perché sono così importanti? Non si tratta di mera manutenzione ma di messa a nuovo degli impianti attraverso interventi mirati alla sostituzione dei soli componenti obsoleti con componenti all’avanguardia e non dell’intero impianto con risparmi di costi e tempo. Il bilancio non può che essere positivo! Inoltre grazie ad un aumento delle prestazioni e messa a norma degli impianti si ha un minor consumo di energia e di riflesso maggiore efficienza energetica, miglioramento dei processi produttivi, sicurezza per il personale e abbattimento dei costi di manutenzione ordinaria. Ti starai chiedendo… perché molti imprenditori scelgono di cambiare totalmente gli impianti? La percezione del problema potrebbe non essere immediata, spesso è in sede di check up tecnico che ci si rende conto che l’impianto non funziona correttamente e disperde energia. Per questo l’informazione diventa un salvavita!. Case History Riportiamo il caso di successo di un’azienda che ha chiesto il nostro aiuto riferendoci l’interruzione dell’impianto elettrico dell’intero stabilimento produttivo, preoccupata dei tempi e dei costi di sostituzione. Il cliente ha avuto fiducia in noi e i nostri tecnici, dopo aver riscontrato un’avaria a livello meccanico su una cella di media tensione, piuttosto che consigliare una soluzione temporanea tendente a migliorare un malfunzionamento, hanno deciso di intervenire in maniera mirata attraverso la sostituzione di parte della cella con una componente all’avanguardia mantenendo intatta la struttura di partenza con risparmi di costi e tempo pari alle 8-12 settimane. Alla luce di ciò dovresti aver compreso che è possibile ridurre sensibilmente i costi energetici anche attraverso investimenti irrisori, il revamping può essere la giusta soluzione per te, operazione conveniente e efficace.
Chi è e cosa fa Toma Abele Trivellazioni srl

L’intervista del mese di Febbraio è quella con Mino Paolicelli, procuratore dell’azienda Toma Abele Trivellazioni. Ci racconta la storia e i cambiamenti dell’azienda e anche i motivi che hanno portato a scegliere Ineltec nella realizzazione dell’impianto elettrico e di video sorveglianza nella nuova sede a Matera.
Perché Ineltec ha cambiato sede?

Ineltec, dal 24 settembre, ha una nuova sede a Matera, in via della Tecnica n. 5. Oltre 600 metri quadri per dare spazio alle attività di sempre ma non solo. La nuova sede Ineltec sarà anche il contenitore di una serie di progetti ispirati all’innovazione aperta.
Cambiamento climatico: troppo caldo o freddo all’improvviso

Il cambiamento climatico è davanti ai nostri occhi, ogni giorno. Le temperature variano all’improvviso e lo sbalzo tra gli interni di un edificio e l’ambiente esterno spesso ci danneggia. La tecnologia e l’expertise degli addetti ai lavori possono però venirci in aiuto. Gli effetti del cambiamento climatico Si è passati dal “Non ci sono più le mezze stagioni” al “Non ci sono più le stagioni”. Le temperature cambiano, anche in modo drastico, dalla mattina alla sera e, a peggiorare le cose, ci sono anche i sistemi di raffrescamento negli edifici e negli ambienti di lavoro che abbassano troppo la linea del termometro rispetto ai gradi centigradi percepibili all’esterno. È un circuito vizioso che, inevitabilmente, porta svantaggi anche sulla nostra salute. Esiste però una soluzione, fornita dalla combinazione delle più moderne tecnologie esistenti sul mercato, che consentono la creazione di edifici intelligenti e integrati con l’ambiente esterno (ne abbiamo anche parlato in questo post sullo smart building), con la specializzazione e l’esperienza di un team di esperti in materia (Ineltec ne sa qualcosa… ;-). La combinazione di questi elementi permette da un lato di vivere meglio le temperature esistenti negli ambienti di lavoro, nel rispetto delle esigenze di chi è all’interno; dall’altro favorisce un notevole vantaggio anche in termini di costi, perché porta allo sviluppo e realizzazione di soluzioni “just in time” che evitano lo spreco di energie. Cos’è il free cooling? Un esempio. Mai sentito parlare di free cooling? Letteralmente “sistema di raffreddamento libero”, è un metodo che sfrutta l’aria di un ambiente per raffreddare uno spazio senza dover ricorrere a sistemi di refrigerazione, perché si basa sulla sola differenza di temperatura con l’ambiente esterno. Il free cooling non ha bisogno di sistemi di refrigerazione particolare e non comporta lo spreco di energia, con un conseguente risparmio economico in bolletta. Ineltec, grazie alla sua esperienza pluriennale e a un network di esperti, può guidarti nella scelta di sistemi e impianti che meglio si adattano alle tue esigenze e al cambiamento climatico, senza mai perdere di vista gli ultimi trend tecnologici e il risparmio energetico. Contattaci per una consulenza gratuita! Siamo anche raggiungibili su WhatsApp al 371.1423790
Tubazioni: partiamo dalle basi

Cosa succederebbe se un’autostrada non avesse un adeguato numero di corsie e lo spazio necessario per far circolare più veicoli contemporaneamente? Sarebbe impossibile viaggiare. Ci avete mai pensato? Si creerebbe una vera e propria congestione. Le tubazioni di un impianto elettrico sono proprio come le corsie di un’autostrada. Come il progetto di un’autostrada deve essere realizzato ad hoc per rendere la viabilità fluida ed evitare possibili ingorghi, anche un impianto elettrico deve essere composto da un preciso numero di tubazioni. Anzi, nel caso delle tubazioni incassate nel pavimento, una volta che lo spazio è finito non si possono più infilare i cavi. Ci sono normative che impongono di lasciare libero almeno un terzo dello spazio. Questo per dare la possibilità di uno sfilaggio futuro di cavi non più necessari oppure di una sostituzione in caso di manutenzione. Tutto parte dalle fondamenta Le canalizzazioni, e di conseguenza l’impianto di messa a terra, sono alla base di qualsiasi struttura impiantistica. La loro installazione è molto delicata perché è fondamentale definire la dimensione delle condutture che si vanno a posare sotto la pavimentazione. A maggior ragione quando si tratta di pavimentazioni di tipo industriale, come nel nostro caso, quando siamo stati chiamati a realizzare l’impianto elettrico di un’azienda che opera nel settore della gestione rifiuti a tutela dell’ecologia ambientale. 1° step: stesura delle tubazioni La posa deve essere corretta, fatta da personale specializzato, perché ogni curva, ogni dislivello del terreno, può generare delle difficoltà nelle fasi di infilaggio dei cavi. Ecco perché è importante dialogare con l’impresa edile che, fatti gli scavi, deve predisporre un letto di sabbia in cui vengono adagiate tutte le tubazioni. Una volta posizionate, è bene coprire le estremità dei tubi facendo una sigillatura. Noi, ad esempio, andiamo a creare dei cappucci proprio per evitare che nelle fasi di lavorazione, cioè le fasi più “sporche”, i tubi si riempiano di polvere e di terreno oppure che qualche animale si inserisca al loro interno. È un lavoro che richiede del tempo, ma che porta diversi benefici. Terminata questa operazione, arriva il momento di posare il terreno morbido sulle tubazioni per richiudere lo scavo o, in alternativa, di realizzare, subito dopo la copertura, una soletta di cemento a protezione meccanica delle tubazioni. La protezione dei tubi è molto importante perché con il passare del tempo e con lo schiacciamento naturale del terreno potrebbero deformarsi ed essere schiacciati. Non a caso esistono delle normative CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) che stabiliscono a quale profondità devono essere posizionate le tubazioni. 2° step: impianto di messa a terra delle tubazioni Di pari passo alla stesura delle tubazioni, si inizia a realizzare l’impianto di messa a terra, che è fondamentale, soprattutto per le strutture metalliche. L’impianto di messa a terra, infatti, protegge non solo dai contatti diretti e indiretti nel normale esercizio dell’impianto elettrico, ma anche dalle scariche atmosferiche che un capannone metallico ha più probabilità di attrarre. Di volta in volta, infatti, l’impianto viene dimensionato e verificato proprio in base ad uno studio tecnico, fatto da ingegneri specializzati, sulla probabilità che un fulmine vada a colpire direttamente o indirettamente l’edificio in questione. Insomma, conoscere l’ABC è importante in qualsiasi ambito, soprattutto in quello degli impianti elettrici. Senza un buon impianto i rischi per la sicurezza delle persone sono alti e l’azienda non “cammina”, così come le macchine bloccate nel traffico quando alcuni tratti di autostrada sono interrotti. Scopri come dovrebbe essere realizzato il tuo impianto, parti da basi solide ? CLICCA QUI
L’estate è finalmente arrivata!

Quali sono le prime 3 parole che vi vengono in mente se diciamo estate? Proviamo a indovinare… Sicuramente, mare, sole e spiaggia Questo mese fra i Trends di Google, ovvero gli argomenti e le keywords più ricercate dagli utenti su Google, ci sono la parola “Giugno” (+600%), la parola “vacanza” (+ 110%) e la parola “spiaggia” (+ 100%). Va da sé che se parliamo di giugno, spiaggia e vacanza… pensiamo subito al mare. Lo stabilimento balneare perfetto Oltre alla spiaggia e al mare, però, lo stabilimento balneare ha bisogno di molto altro. Deve soddisfare le esigenze logistiche, tecniche e di sicurezza come qualsiasi struttura aperta al pubblico esercizio, soprattutto in questo periodo, vista l’importanza di adottare sistemi di sicurezza che tutelino la salute di tutti. Al mare, infatti, non si fa soltanto il bagno e poi si prende il sole in spiaggia, per una giornata rilassante, lontani dalla città, è importante che lo stabilimento balneare offra tutti i servizi e i confort possibili. Quali sono i servizi fondamentali? Innanzitutto docce e cabine per ripulirsi dalla salsedine e mettere abiti asciutti. Altra cosa importantissima, le toilets e l’infermeria, in caso di piccoli incidenti come la puntura di una medusa o il morso di un granchio. Non può mancare poi il bar/ristorante, per chi ha voglia di mangiare in spiaggia, ma non ha il tempo di preparare il pranzo al sacco a casa, o semplicemente per un caffè e un gelato ristoratori. E non dimentichiamo il distributore automatico di bevande, per non rimanere mai a secco, anche quando al bar si crea la coda. Ovviamente la struttura balneare deve dotarsi di un buon impianto di illuminazione di tutta l’area, che illumini gli spazi interni e valorizzi lo stabilimento anche al calar del sole, offrendo ai clienti un’esperienza unica, magari accompagnata da un aperitivo o da una cenetta a lume di candela di fronte al mare. Un’estate al top! Ve lo diciamo perché noi quest’anno al mare ci siamo già stati, ma per lavoro. Abbiamo elettrificato un intero stabilimento balneare, sia per la parte degli impianti luce che per quella della forza motrice dei diversi chioschi, ciascuno per ogni servizio offerto: dalle docce al bar. D’altronde, per una vacanza al top c’è bisogno di uno stabilimento al top! Scopri come rendere efficiente e sicura la tua struttura ? CLICCA QUI

