Quadri elettrici ai tempi del coronavirus

Fase 1 Problematica Siamo ormai giunti alla Fase2 dell’emergenza sanitaria scatenata dal diffondersi del coronavirus sul territorio nazionale. E’ arrivato il momento di imparare a convivere con il virus, ma in questi primi mesi del 2020 tante cose sono cambiate. Se dal 18 maggio 2020, molti esercizi commerciali hanno finalmente riaperto le loro porte ai clienti, all’inizio della pandemia erano ben poche le attività rimaste aperte per soddisfare i bisogni primari della comunità. Tra queste farmacie, parafarmacie e supermercati. Le aziende farmaceutiche e le filiere alimentari non hanno avuto, pertanto, la possibilità di stoppare la propria produzione, non potendo assolutamente lasciare sforniti i negozi. Nonostante ciò, supermarket e farmacie non sono riusciti a soddisfare la crescente domanda di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti e gel igienizzanti. È successo che la gente in coda per entrare al supermercato, o in farmacia, non sia poi riuscita a trovare nessun dispositivo di protezione perché già terminato. Un problema che ha toccato anche i medici che lavorano negli ospedali e nelle cliniche rimaste aperte, e quindi molto più esposti ad un rischio di contagio. Fabbriche riconvertite La scarsità di dispositivi di protezione individuale ha generato un fenomeno interessante: la riconversione produttiva di molte fabbriche che, per motivi di sicurezza, erano state costrette a fermarsi. È successo che aziende, che normalmente producono cosmetici, hanno riavviato la produzione in piena Fase 1 per produrre gel igienizzante. O, ancora, aziende di moda e salottifici hanno deciso di realizzare mascherine. Cosa lega i quadri elettrici al coronavirus? Alcune delle fabbriche che hanno iniziato a produrre DPI, però, si sono trovate di fronte ad una particolare necessità: dotarsi di quadri elettrici ad hoc, grazie ai quali gestire i comandi e i controlli della nuova linea di produzione. Un esempio? Ineltec, in questo caso, oltre a supportare le aziende rimaste aperte sin dall’inizio, è stata chiamata a realizzare i quadri elettrici di una fabbrica riconvertita. È stato un po’ come fare un’operazione chirurgica: i tecnici, muniti di guanti e mascherine, si sono messi al lavoro nel “laboratorio di quadri elettrici” interno a Ineltec, attenti a rispettare tutte le misure preventive, anti-Covid19, durante la fase di realizzazione. L’obiettivo era quello di soddisfare il prima possibile le esigenze del cliente, mettendo a punto i quadri elettrici in tutta sicurezza. Dalla Fase 1 alla Fase 2, infatti, il nostro compito è quello di rispondere alle necessità aziendali, in qualsiasi momento e per qualsiasi bisogno. Ovviamente con le dovute precauzioni! Per quadri elettrici su misura per te > CLICCA QUI

DPI rimborso al 100%: approfitta del bando Impresa Sicura di Invitalia

L’Italia è entrata oggi nella Fase 2, quella della tanto attesa ripresa economica in cui si dovrà convivere con il virus. Le aziende che riavviano le attività dopo il lockdown sono obbligate a dotarsi dei DPI, dispositivi di protezione individuale. Questi dispositivi sono indispensabili per tutelare la sicurezza dei propri dipendenti dal rischio COVID-19 e per non incorrere in sanzioni pecuniarie o, peggio ancora, in un nuovo blocco delle attività. Bando Impresa Sicura Sul sito di Invitalia è online il bando Impresa Sicura che fa parte dell’attuazione del decreto Cura Italia (DL 18/2020, articolo 43, comma 1). Di cosa si tratta? Le aziende che hanno sostenuto costi per mettersi in regola e tutelare la sicurezza dei propri dipendenti potranno richiedere un rimborso, fino al 100% delle spese ammissibili, a fronte dell’acquisto dei DPI. Una buona notizia quindi per le aziende che intendono ripartire senza correre rischi. Quali DPI rientrano nel bando? Impresa Sicura rimborsa l’acquisto di: mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3; guanti in lattice, in vinile e in nitrile; dispositivi per protezione oculare; indumenti di protezione quali tute e/o camici; calzari e/o sovrascarpe; cuffie e/o copricapi; telecamere e dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea; detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici. Le telecamere termiche rappresentano infatti la soluzione ideale rilevare e bloccare l’accesso alle persone con più di 37,5°C così da escludere possibili rischi di contagio. La Soluzione Ineltec® si divide in 3 sistemi video con tecnologia termografica e rappresenta uno strumento altamente efficace per monitorare gli accessi in azienda. Saranno rimborsate le spese sostenute a partire dal 17 Marzo 2020 sino alla data di presentazione della domanda, e giustificate da regolari fatture pagate dall’azienda, con un importo minimo di 500 euro. L’importo massimo rimborsabile invece è di 500 euro per ogni singolo addetto, fino ad un massimo di 150.000 euro per impresa. I rimborsi verranno erogati entro il mese di giugno 2020.   Quando presentare domanda?   Impresa Sicura si svolge in 3 fasi: 1 – Prenotazione del rimborso: dall’11 al 18 maggio 2020, attraverso uno sportello informatico dedicato. 2 – Pubblicazione dell’elenco delle prenotazioni: Invitalia pubblicherà l’elenco di tutte le imprese che hanno inoltrato la prenotazione, in ordine cronologico. 3 – Presentazione della domanda di rimborso: le imprese ammesse potranno compilare la domanda dal 26 maggio sino all’11 giugno 2020 attraverso la procedura informatica che sarà attivata sul sito web dell’Agenzia.   SCOPRI la migliore soluzione per la tua attività! Prendi al volo questa occasione con rimborso dell’investimento al 100%   Clicca e SCARICA le 3 schede informative: 1. STOP COVID ==> PLATINUM KIT 2. STOP COVID ==> GOLD KIT 3. STOP COVID ==> SILVER KIT

RIPARTENZA: vuoi evitare denunce e blocco attività?

L’Italia si prepara in queste settimane ad entrare nella Fase 2, quella della ripartenza delle attività produttive. Ma anche quella delicata fase in cui dovremo convivere con il coronavirus. Sarà infatti fondamentale ridurre al minimo i rischi di possibili contagi. In quest’ottica le aziende che riapriranno dovranno fare tutto il possibile per evitare l’accesso di persone a rischio che potrebbero generare il contagio. Il controllo sarà necessario su tutte le persone che gravitano attorno all’attività aziendale, sia i dipendenti che tutti i referenti esterni come, per esempio, agenti di commercio, professionisti, trasportatori ecc.. E come potranno farlo? Con la ripartenza dovranno necessariamente dotarsi di sistemi di monitoraggio della temperatura efficaci e certificati, al fine di bloccare l’accesso in azienda, di persone che potrebbero avviare il contagio. La cosa ancora più importante è che gli imprenditori, i direttori e i referenti della sicurezza, per non incorrere in sanzioni amministrative e penali, dovranno dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare questo grave problema.   Quali sono i rischi nel caso in cui venga segnalato un dipendente positivo al COVID-19 in azienda? In seguito alla pubblicazione INAIL della circolare n. 13 del 3 aprile 2020, nota della Direzione centrale del rapporto assicurativo e della Sovrintendenza sanitaria centrale del 17 marzo 2020, è stato dichiarato che l’infezione da nuovo Coronavirus sarà trattata come infortunio sul lavoro con tutte le implicazioni giuridiche del caso. Cosa succede all’imprenditore, direttore o RSPP? Potrebbe essere sporta una denuncia con risvolti sia di tipo civile che penale. Durante il contenzioso, la parte accusata dovrà quindi assumersi tutto l’onere della prova e dimostrare di aver fatto il possibile per evitarlo. Ma non è tutto. Il rischio economico?   Oltre alla denuncia per mancata procedura di gestione ed incremento delle dotazioni di sorveglianza, per l’azienda c’è anche un altro grande problema, che fa davvero paura. Un problema che può spazzare via un’azienda dal mercato commerciale in pochissimo tempo. Ti stai chiedendo qual è? L’eventuale segnalazione di un caso di COVID-19 all’interno di un’attività comporterà il blocco immediato di tutte le lavorazioni, con il successivo isolamento del personale che verrà sottoposto ad una quarantena obbligatoria per essere monitorato. Un disastro! Fermarsi nuovamente in un momento in cui tutte le aziende cercheranno di ripartire e riattivare le commesse in corso, non è assolutamente auspicabile. E ancora… Se in una fase di stallo generale, con tutte le aziende ferme, i clienti dovevano giocoforza aspettare, per ricevere il prodotto o servizio, nella fase di ripartenza il tuo cliente non potrà, né vorrà attendere ancora, a causa delle tue disavventure. Tutti vogliono recuperare il tempo perduto ed accaparrarsi nuove fette di mercato. Per questo motivo il tuo cliente troverà sicuramente qualcun altro pronto a soddisfare le sue esigenze. Una catastrofe! Ecco perché nessuna azienda può e deve correre il rischio di essere fermata ancora nella fase di ripartenza. Come difendersi Ci sono Tre soluzioni che abbiamo messo a punto per ridurre i rischi ed affrontare con serenità questa fase di ripresa. Tre sistemi video di monitoraggio termografico per l’accesso in azienda. Sistemi diversi, per necessità diverse. I primi due sono pensati appositamente per le aziende che hanno un accesso ridotto ed ordinato di persone, utilizzano dei terminali che inquadrano il volto della persona ed analizzano la sua temperatura. Oltre il limite di 37,5°C segnalano la criticità e ne bloccano l’accesso. Se richiesto, l’accesso potrà essere impedito anche alle persone che, pur godendo di buona salute, semplicemente non indossano la mascherina. Il terzo sistema invece, monitora flussi in movimento sino a 20 persone, ed utilizza una telecamera fissa con ottica doppia, tradizionale e termica, in grado di monitorare e registrare tutte le informazioni su PC. Anche in questo caso superato il limite di 37,5°C, anche di una sola persona, l’accesso si blocca e segnalato a tutto il gruppo. Successivamente le persone verranno fatte transitare uno alla volta. SCOPRI la migliore soluzione per la tua attività! ? CLICCA e SCARICA la scheda ? 1. STOP COVID ==> SILVER KIT 2. STOP COVID ==> GOLD KIT 3. STOP COVID ==> PLATINUM KIT

FASE 2: riparti col piede giusto, nel modo giusto

Nell’ultima settimana si è parlato tanto della fase 2. Si cominciano a vedere gli effetti positivi delle misure restrittive adottate per arginare il contagio e la diffusione del virus COVID-19. Il premier Giuseppe Conte ha deciso di prorogare tali misure fino al 3 maggio. Ma il Governo ha iniziato a pensare anche alla fase 2, quella di un primo allentamento delle restrizioni e di un graduale ritorno alla quotidianità.   La parola d’ordine è ripartire, ma solo in sicurezza L’economia del Paese, seriamente provata dall’emergenza coronavirus, deve assolutamente ripartire. Inizialmente potranno riaprire le attività di interesse strategico per l’economia del paese. Per gli altri settori la ripresa sarà scaglionata e graduale. In questa delicata fase in cui si dovrà “convivere” con il virus, dovremo seguire diverse regole per garantire la sicurezza delle persone e ridurre al minimo la possibilità di un ritorno del contagio. Dovremo attrezzarci per questo, e per fortuna la tecnologia ci viene in aiuto, con soluzioni che permettono la rivelazione della temperatura corporea delle persone all’ingresso di esercizi pubblici e di aziende. È noto, infatti, che uno dei principali sintomi di infezione da virus è la febbre, pertanto occorre rilevare con elevata precisione un valore anomalo della temperatura corporea per effettuare lo screening preliminare. Soluzione La Soluzione Ineltec® si compone di una telecamera, di un software di elaborazione delle immagini e di un eventuale display aggiuntivo. Il software di elaborazione consente la configurazione degli allarmi con una risoluzione sulla soglia di temperatura di 0.1°C (vista la soglia stabilita di 37.5°C). Esistono diverse modalità di rilevazione dello stato febbrile dei soggetti: – individuale in ambiente controllato (regolate da CEI EN 80601-2-59:2011) – in fila – in gruppo (non ordinato) L’accuratezza nella stima della temperatura dipende sia dalla qualità dell’installazione sia da tutte le componenti del sistema (telecamera e software), oltre che dalle modalità di rilevazione e dalle condizioni ambientali. Si tratta di telecamere termiche che giocheranno un ruolo fondamentale nella fase 2. Si registra, infatti, una forte richiesta di soluzioni legate alla gestione dei varchi d’ingresso da parte di tutte quelle attività che ripartiranno. E le telecamere termiche rappresentano la soluzione ideale per fornire dati precisi in grado di escludere possibili rischi di contagio.     Funzionamento In poco tempo la termocamera è in grado di rilevare la temperatura di ogni persona, permettendo di non creare alcuna congestione nel sito in cui è necessario eseguire i controlli. Il sistema supporta la misurazione della temperatura in sicurezza, senza contatto, e consente di misurare accuratamente la temperatura a partire da 1 metro di distanza. Ciò riduce il rischio di infezione derivante dal contatto fisico. La rilevazione istantanea del dato avviene sulla base della radiazione infrarossa che ogni corpo emette. Il sensore termico analizza questa radiazione e determina il valore di temperatura, mappando su scala di grigi, oppure colore, la matrice di pixel che poi l’occhio umano è in grado di osservare. Vantaggi La Soluzione Ineltec®  rappresenta uno strumento altamente efficace nel momento in cui è necessario monitorare un grande flusso di gente che non può essere controllata singolarmente, attraverso strumenti tradizionali. Un concreto vantaggio a supporto degli operatori nel distinguere le persone che potrebbero essere influenzate, da quelle che, invece, non lo sono. Riparti nel modo giusto, chiedi subito informazioni ? CLICCA QUI

Fotovoltaico: sprint ecosostenibile per riavviare la tua attività

L’uomo e la natura. Cosa sta succedendo durante l’emergenza coronavirus “Qualsivoglia consuetudine, quantunque corrotta e pessima, difficilmente si discerne dalla natura”. Lo scriveva Leopardi due secoli fa e, in effetti, le cose non sono mai cambiate. L’uomo, con le sue consuetudini, e la natura, con le sue regole, vivono in simbiosi. E più l’uomo s’impegna a rispettare l’ambiente, più la sua vita diventa di qualità. In questo momento di emergenza sanitaria, a causa del Coronavirus, abbiamo il dovere di rimanere a casa per salvaguardare noi stessi e gli altri, ma paradossalmente tutto ciò salvaguarda anche l’ambiente. Le misure di sicurezza per contrastare la diffusione e l’incremento dei casi sul territorio nazionale, lo stop a tutte le attività produttive e agli esercizi non essenziali, come ci fa sapere National Geographic, ha causato un rallentamento del motore produttivo del paese e un impatto indiretto sull’ambiente. Analizzando la mappa dell’inquinamento atmosferico in Europa e Cina, fornita dal satellite Copernicus Sentinel-5P, gli scienziati del KNMI (il Reale Istituto Meteorologico d’Olanda) hanno rivelato un forte calo dell’inquinamento atmosferico nelle principali città europee e in particolare nelle città di Milano, Parigi e Madrid. Rispetto alle concentrazioni medie mensili del 2019, le nuove immagini evidenziano una significativa diminuzione delle concentrazioni di diossido di azoto nel periodo che va dal 14 al 25 marzo 2020. L’era Covid-19, perciò, ci trasmette un messaggio importante: sperare nella fine della pandemia e nell’inizio di un mondo fatto di nuove misure, finalizzate a proteggere il delicato equilibrio del nostro pianeta.   Rialzarsi dopo la crisi e continuare a produrre rispettando l’ambiente, ma come?   Un primo passo può essere quello di auto-produrre energia pulita. Sembra una cosa complicata, ma non lo è affatto. Attraverso un impianto fotovoltaico, per esempio, qualsiasi azienda può auto-produrre energia sfruttando il sole e, nello stesso tempo, risparmiare sui consumi energetici: sì perché non c’è bisogno di pagare alcun distributore per averla. L’altra bella notizia è che qualsiasi impianto fotovoltaico continua a produrre anche durante un periodo di crisi e può essere calibrato in base alle esigenze energetiche. Di conseguenza, riesce a lavorare integrando la quantità di energia che realmente serve all’azienda. Senza vincoli e senza sprechi.     E per chi già produce in maniera pulita con un impianto fotovoltaico?   Chi si è già dotato di un impianto fotovoltaico deve passare allo step successivo: fare manutenzione. La regolare manutenzione degli impianti fotovoltaici non è né scontata né banale, anzi, molti si dimenticano di farla oppure pensano sia un costo inutile. Sono diversi i rischi a cui va incontro chi non fa manutenzione sul proprio impianto fotovoltaico, primo fra tutti quello d’incendio. Rischi facilmente evitabili attraverso la manutenzione preventiva. L’impianto va controllato almeno una volta l’anno da personale specializzato che: – Monitora i collegamenti e le connessioni rapide – Esegue una verifica visiva sui pannelli – Controlla se ci sono ossidazioni sulle celle e perdita d’integrità del telaio – Controlla l’integrità dei cavi, le scatole di giunzione, il quadro di stringa e gli inverter – Esegue una verifica dei surriscaldamenti anomali, tramite termocamera – Pulisce l’impianto in modo corretto. Occhio anche ai guasti e ai malfunzionamenti! Se non si interviene in fretta per sistemarli, si possono perdere preziosi kWh non prodotti = denaro perso che non potrà mai più essere recuperato. Infatti un malfunzionamento, su una qualsiasi parte dell’impianto fotovoltaico, crea una mancata produzione che, se non individuata e corretta immediatamente, può portare a danni economici importanti. Ricapitolando, la “combo perfetta” per rendere la tua azienda efficace ed ecosostenibile è: IMPIANTO FOTOVOLTAICO + MANUTENZIONE + TECNICI SPECIALIZZATI Per una vita più pulita e in equilibrio con il pianeta contattaci ? CLICCA QUI

Interventi in notturna ai tempi del coronavirus

L’emergenza coronavirus ha stravolto le nostre abitudini quotidiane. Il decreto varato del Governo ha di fatto chiuso la maggior parte delle attività ad eccezione di quelle ritenute indispensabili. Due in particolare: le farmacie e soprattutto i supermercati, non possono assolutamente fermarsi. Questi ultimi sono stati letteralmente presi d’assalto. Scaffali vuoti e code all’entrata sono all’ordine del giorno.   E chi pensa gli interventi manutenzione? Ogni negozio ha bisogno di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Questo per poter garantire ai propri clienti il servizio e ai punti vendita di funzionare regolarmente, anche quando c’è un sovraccarico di lavoro, come in questo periodo. Con l’emergenza in atto però, è impensabile poter intervenire quando i clienti si trovano all’interno degli esercizi commerciali. Questo perché non potrebbe essere rispettata la distanza minima di sicurezza prevista dal DCPM per evitare il contagio del virus.   La soluzione che adottano le aziende intelligenti? Di certo non è quella di interrompere la manutenzione, come qualcuno “furbo” sta facendo, ma spostare tutte le attività manutentive in fase notturna, con la sanificazione, quando il supermercato o qualsiasi altro punto vendita è chiuso. Questo ci è stato richiesto, così di conseguenza abbiamo deciso di continuare a supportare le aziende anche di notte, fornendo il nostro contributo, ed inviando le squadre operative, che con grande professionalità e senso di responsabilità intervengono per risolvere le diverse necessità. Tutte le attività commerciali che in questo momento si rivolgono a noi, trovano consigli, conforto e supporto tecnico. Li aiutiamo a garantire un servizio costante ed impeccabile, molto apprezzato dai consumatori, che mai come oggi dimostrano di essere attenti alla sicurezza. Ecco il video:

Emergenza coronavirus: Ineltec vicina a chi ha bisogno

Prosegue l’emergenza coronavirus. La situazione in Italia è sempre critica. I dati forniti ogni giorno dalla Protezione Civile lo confermano. Le nuove direttive del Governo per arginare la diffusione del COVID-19 sono sempre più strette. Anche le attività ritenute “non essenziali” hanno dovuto chiudere i battenti. In questo contesto alla nostra azienda è stato permesso, e in verità anche richiesto, di continuare la sua attività. E in questo momento di estrema difficoltà per tutti ci siamo chiesti come poter supportare il territorio. Abbiamo così deciso di offrire GRATUITAMENTE i nostri servizi per sopperire alle richieste di intervento in emergenza. Un piccolo contributo che speriamo possa essere di grande aiuto a chi ne ha bisogno in questo momento di emergenza. Siamo quindi pronti a risolvere situazioni critiche di sicurezza elettrica, ad assicurare continuità produttiva delle aziende impegnate a supporto della collettività e assistenza agli anziani. Ma soprattutto siamo pronti a installare nuove postazioni elettromedicali d’urgenza. Ci sembra questo il modo migliore per restare vicino a chi ci ha sempre sostenuto e a chi in questo momento ha più bisogno di noi. Per supportare queste necessità, riserveremo una squadra di tecnici pronta ad intervenire. Ogni intervento potrà essere richiesto chiamando il numero verde gratuito 800 685 595.

#IoRestoaCasa. Ma i ladri no…

#IoRestoaCasa è la virale campagna social promossa dal Governo per invitare tutti gli italiani a non uscire, una misura adottata per fermare il contagio del virus COVID-19. Inizialmente adottato nella “zona rossa” del Nord Italia, il decreto è stato presto esteso a tutta la nazione con la chiusura di scuole, attività sportive e della maggior parte delle attività commerciali, delle imprese e delle aziende. Gli italiani hanno risposto con grande senso di responsabilità, incentivando attività di smart working per evitare di uscire di casa e rispettare la direttiva #IoRestoaCasa. Purtroppo non tutti hanno seguito la direttiva. Le cronache italiane di questi difficili giorni riportano, infatti, frequenti casi di furti ai danni di attività chiuse. Dalla mascherina al passamontagna il passo è breve Se è vero che diminuiscono i furti nelle abitazioni, sono decisamente aumentati quelli ai danni di imprese e attività commerciali, chiuse in questo periodo a causa del coronavirus. Questa settimana sono state diverse le aggressioni malavitose subite dalle attività. Come il furto ai danni di una gelateria di Trapani. I ladri, approfittando del coprifuoco, hanno forzato la porta di ingresso per entrare indisturbati nel locale e rubare diversi macchinari, oltre a tutte le scorte di magazzino. E ancora, il negozio di telefonia a Castelnovo Sotto, in provincia di Reggio Emilia. Molti i casi di furti in tutta Italia anche ai danni di depositi che smistano i presidi igienico-sanitari, alla ricerca di mascherine e gel igienizzanti, da rivendere sul mercato nero. Insomma, il crimine non si ferma, neppure ai tempi del Coronavirus, è un vero e proprio sciacallaggio.   Cosa si può fare in questi casi?   Per fortuna le aziende che mantengono attivi i servizi primari sono ancora autorizzate ad operare. Cosa c’è di più importante della sicurezza e della difesa del patrimonio delle attività produttive e commerciali? Le aziende sono molto vulnerabili in questa situazione di emergenza. Non c’è un decreto che prevede un risarcimento a seguito di furti, ma, soprattutto, come si può garantire un’efficace ripartenza delle attività a fine emergenza? La stragrande maggioranza delle forze dell’ordine, a cui va la nostra stima, è impegnata nei controlli dovuti alla gestione di questa critica situazione. Quindi? Dobbiamo pensarci noi.  Il primo passo è quello di dotarsi un sistema di sicurezza efficace: l’impianto di allarme antintrusione. Come funzionano i sistemi di allarme? I sistemi di allarme possono essere gestiti da casa, anche tramite il cellulare, e richiedono automaticamente il soccorso inviando la segnalazione di un furto in atto. Oppure possono compiere azioni specifiche per mettere in fuga i malviventi. Quali? Accensione delle luci interne ed esterne all’azienda. Attivazione delle sirene interne all’area, per generare caos e mettere in agitazione i ladri. Opuure sirene esterne con lampeggiante, per attirale l’attenzione di vicini e passanti nei paraggi. Attivazione dei sistemi nebbiogeni, ossia diffusori di fumo che generano disorientamento, azzerando la visibilità interna all’area e costringendo i malviventi a cercare la via di fuga per non restare bloccati all’interno. Invio di e-mail, SMS e messaggi vocali di allarme che raggiungono le varie persone addette al soccorso, oppure attivazione di radio-allarmi in dotazione alle pattuglie di vigilanza privata, che convergono immediatamente verso la struttura aggredita. Difendi anche tu la tua attività, è il momento migliore, in questa situazione di emergenza.   #TuRestaCasa. Alla tua sicurezza ci pensiamo noi ? CLICCA QUI

Telecamere termiche: ecco come aumentare la sicurezza

Il tema della sicurezza è oggi più che mai sentito in Italia. Si parla sempre più spesso di telecamere termiche, una delle tecnologie più innovative in fatto di videosorveglianza ?. Sono particolari dispositivi che riproducono le immagini dell’area di interesse attraverso la rilevazione delle temperature di oggetti, veicoli o persone. In questi giorni, su disposizione del Ministero della Salute, in tutti gli aeroporti sono state installate telecamere termiche per rilevare la temperatura corporea dei passeggeri in transito negli aeroporti ✈. Si tratta di una misura preventiva con lo scopo di arginare il diffondersi del COVID-19, meglio conosciuto come Coronavirus, un’epidemia ? che sta creando paura e tanti disagi. Questo particolare tipo di telecamere sono molto utilizzate in ambito industriale. Introdotte per scopi militari, sono estremamente affidabili per la videosorveglianza (interna ed esterna) e la manutenzione di strutture di grandi dimensioni. Come funzionano? Le telecamere termiche, note anche come termocamere o telecamera termografiche, rilevano il calore emesso da un oggetto e lo convertono in un segnale elettronico che viene poi elaborato e trasformato in un’immagine termica. Per le loro caratteristiche, le telecamere termiche sono in grado di identificare con estrema precisione corpi in movimento anche a lunghe distanze. Una volta installate possono sorvegliare, 24 ore su 24, spazi molto estesi anche in situazioni critiche. Per esempio in condizioni meteo difficili, in presenza di gas o fumo e in situazioni di completa oscurità ?. Oltre alla videosorveglianza, le telecamere termiche sono indispensabili per valutare principi di incendio ?, anche in quelle aree che spesso non sono controllate dai tradizionali sistemi di rivelazione incendi. Ma non solo… Possono essere utilizzate per monitorare impianti di produzione che prevedono il passaggio di fluidi a diverse temperature. Dopo aver fotografato, o meglio dire termo-grafato, l’immagine del normale esercizio dell’impianto industriale, è così possibile ottenere un’immagine con diverse colorazioni a seconda delle diverse temperature. Ogni anomalia genera un allarme ? che segnala alle squadre di manutenzione di verificare la causa di questa variazione termica. Le telecamere termiche sono anche molto utili per monitorare gli impianti fotovoltaici. Il loro utilizzo consente di rilevare eventuali anomalie. In questi casi infatti l’energia che proviene dal sole ? non si converte in energia elettrica, causando un conseguente aumento della temperatura. Le telecamere termiche così possono individuare celle difettose o con temperature superiori a quella massima di esercizio durante il normale carico solare. Oppure rilevare difetti nelle connessioni tra celle e diodi di protezione. Vuoi rendere più sicura la tua attività?   Chiedi informazioni sulle migliori soluzioni di videosorveglianza per la tua azienda >>>> CLICCA QUI

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