Tubazioni: partiamo dalle basi

Cosa succederebbe se un’autostrada non avesse un adeguato numero di corsie e lo spazio necessario per far circolare più veicoli contemporaneamente? Sarebbe impossibile viaggiare. Ci avete mai pensato?   Si creerebbe una vera e propria congestione. Le tubazioni di un impianto elettrico sono proprio come le corsie di un’autostrada. Come il progetto di un’autostrada deve essere realizzato ad hoc per rendere la viabilità fluida ed evitare possibili ingorghi, anche un impianto elettrico deve essere composto da un preciso numero di tubazioni. Anzi, nel caso delle tubazioni incassate nel pavimento, una volta che lo spazio è finito non si possono più infilare i cavi. Ci sono normative che impongono di lasciare libero almeno un terzo dello spazio. Questo per dare la possibilità di uno sfilaggio futuro di cavi non più necessari oppure di una sostituzione in caso di manutenzione.   Tutto parte dalle fondamenta Le canalizzazioni, e di conseguenza l’impianto di messa a terra, sono alla base di qualsiasi struttura impiantistica. La loro installazione è molto delicata perché è fondamentale definire la dimensione delle condutture che si vanno a posare sotto la pavimentazione. A maggior ragione quando si tratta di pavimentazioni di tipo industriale, come nel nostro caso, quando siamo stati chiamati a realizzare l’impianto elettrico di un’azienda che opera nel settore della gestione rifiuti a tutela dell’ecologia ambientale. 1° step: stesura delle tubazioni La posa deve essere corretta, fatta da personale specializzato, perché ogni curva, ogni dislivello del terreno, può generare delle difficoltà nelle fasi di infilaggio dei cavi. Ecco perché è importante dialogare con l’impresa edile che, fatti gli scavi, deve predisporre un letto di sabbia in cui vengono adagiate tutte le tubazioni. Una volta posizionate, è bene coprire le estremità dei tubi facendo una sigillatura. Noi, ad esempio, andiamo a creare dei cappucci proprio per evitare che nelle fasi di lavorazione, cioè le fasi più “sporche”, i tubi si riempiano di polvere e di terreno oppure che qualche animale si inserisca al loro interno. È un lavoro che richiede del tempo, ma che porta diversi benefici. Terminata questa operazione, arriva il momento di posare il terreno morbido sulle tubazioni per richiudere lo scavo o, in alternativa, di realizzare, subito dopo la copertura, una soletta di cemento a protezione meccanica delle tubazioni. La protezione dei tubi è molto importante perché con il passare del tempo e con lo schiacciamento naturale del terreno potrebbero deformarsi ed essere schiacciati. Non a caso esistono delle normative CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) che stabiliscono a quale profondità devono essere posizionate le tubazioni. 2° step: impianto di messa a terra delle tubazioni   Di pari passo alla stesura delle tubazioni, si inizia a realizzare l’impianto di messa a terra, che è fondamentale, soprattutto per le strutture metalliche. L’impianto di messa a terra, infatti, protegge non solo dai contatti diretti e indiretti nel normale esercizio dell’impianto elettrico, ma anche dalle scariche atmosferiche che un capannone metallico ha più probabilità di attrarre. Di volta in volta, infatti, l’impianto viene dimensionato e verificato proprio in base ad uno studio tecnico, fatto da ingegneri specializzati, sulla probabilità che un fulmine vada a colpire direttamente o indirettamente l’edificio in questione. Insomma, conoscere l’ABC è importante in qualsiasi ambito, soprattutto in quello degli impianti elettrici. Senza un buon impianto i rischi per la sicurezza delle persone sono alti e l’azienda non “cammina”, così come le macchine bloccate nel traffico quando alcuni tratti di autostrada sono interrotti. Scopri come dovrebbe essere realizzato il tuo impianto, parti da basi solide ? CLICCA QUI

Hai un tesoro in azienda e forse non lo sai

Tutte le aziende italiane in questo periodo storico, lottano per cercare di ridurre i costi e aumentare i margini di guadagno, nella maggior parte dei casi non si tratta di voler guadagnare di più per meri fini di lucro. Riuscire a sostenere economicamente le esigenze della propria azienda, subissata ogni anno di maggiori costi e tasse è una questione di sopravvivenza. Molto spesso si è focalizzati a correre dietro al fatturato senza tener presente delle possibili economie, fonti di risparmio e addirittura guadagno, per le attività di riciclo di merci e componenti, che possono essere messe in campo. Per nostra esperienza le aziende che hanno la necessità di migliorare o implementare i propri impianti anche datati, soprattutto quando si parla di aziende che hanno una storicità importante, ci chiedono di realizzare nuove canalizzazioni o condotti per far passare i nuovi cavi che serviranno i nuovi circuiti. Motivo? Le canalizzazioni esistenti, sono già piene, anzi strabordano di cavi. In questi casi noi consigliamo sempre di verificare, prima, se c’è l’effettiva necessità di effettuare questo tipo di intervento. Guardando le foto con cavi che esplodono da cassette di distribuzione o che sommergono i canali porta cavi e le tubazioni, è naturale avere la sensazione che sia assolutamente necessario realizzare nuove corsie passacavi.   Ma, in realtà non è così. C’è infatti la possibilità di ottimizzare il proprio impianto attraverso la semplice bonifica dei cavi o dei circuiti vecchi in disuso. Si tratta di un’attività che non viene quasi mai presa in considerazione perché si preferisce integrare o innovare gli impianti trascurando ciò che ormai è troppo vetusto. Abbiamo riscontrato che molte aziende lasciano nei propri canali e nelle tubazioni, enormi quantità di cavi non utilizzati.   Cosa comporta tutto questo?   Non si ottiene altro che un ammasso di cavetteria inutilizzabile, meno spazi per integrare i nuovi impianti ma soprattutto a non sfruttare un potenziale capitale dormiente, dimenticato all’interno dei canali . Proprio così, un vero patrimonio! Non tutti sanno che a seguito dei lavori di bonifica tutto quello che viene recuperato, viene venduto, perché può essere riciclato ♻. Il riciclo e il riutilizzo anche di pochi parti dei cavi sono attività fondamentali. La parte più pregiata di un cavo ovviamente è il rame. Ricordo il caso di un’azienda alla quale abbiamo proposto una bonifica parziale prima di installare i nuovi impianti che ha recuperato ben 8.500 euro! Sì, avete letto bene: 8.500 euro. ? Come? Semplice, vendendo il rame direttamente ai centri di raccolta e trasformazione del materiale. Un capitale “buttato” sui canali che di fatto sono divenuti, al netto delle nostre attività, liquidità per l’azienda. Chissà quante aziende hanno quantità di “oro rosso” non sfruttato… Sui mercati questo prezioso e richiestissimo materiale è arrivato a valere addirittura 7-8 euro al chilo. E il bello è che il rame può essere riciclato al 100% mantenendo le stesse caratteristiche chimico-fisiche di quello che viene estratto e riducendo inoltre l’impatto ambientale. Oggi più che mai riciclare è un’attività fondamentale perché stiamo parlando di risorse che scarseggiano all’interno delle miniere, sono fonti naturali e non è detto che saranno sempre disponibili. Riciclare fa quindi bene all’ambiente e al tempo stesso alle tasche dell’imprenditore. Ogni volta che c’è bisogno di realizzare un nuovo impianto è sempre bene chiedersi se qualche materiale presente in azienda può essere riciclato. Rifletti, potresti avere anche tu in azienda materiali da riciclare o riutilizzare e fare in modo che quello che oggi sembra un problema diventi invece un’opportunità e una liquidità da recuperare. Contattateci per un sopralluogo nella vostra azienda

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