Stabilizzatori di tensione: come evitare danni e blocchi di produzione

Cosa rischia un’azienda quando si verificano anomalie elettriche?

 

Non solo danni economici di riparazione e fermo produttivo, ma…oltre al danno la beffa, si creano ritardi sulle consegne che mettono in difficoltà i clienti.

 

Una situazione 2 volte dannosa per l’imprenditore, costretto a pagare per ripristinare il corretto funzionamento e perdere soldi per la mancata produzione. Con l’aggiunta del rischio di incrinare il rapporto con il cliente per scarsa affidabilità!

 

Quando diventa indispensabile fare una verifica e intervenire?

 

Ogni volta che si notano una serie di malfunzionamenti.

 

Come ad esempio il malfunzionamento della rete dati e sistemi di telefonia che, nel caso di uffici, comporta diversi disagi: blocco di accesso internet, mancata ricezione della posta elettronica, blocco delle comunicazioni in genere e criticità degli impianti luce e condizionamento in presenza di building automation.

 

Tutti segnali che fanno subito pensare a un problema di natura elettrica.

 

Ma quando si tratta di un’azienda i malfunzionamenti della rete elettrica, che sono di fatto picchi di tensione e dei buchi di tensione, amplificano i problemi che hanno criticità decisamente più costose.

 

Le apparecchiature elettroniche più importanti in un’azienda sono nelle linee produttive che utilizzano computer, processori, controllori numerici e software.

 

Si tratta di apparecchiature molto delicate e ogni volta che si verificano picchi e buchi di tensione il sistema rischia di andare in crash. Qual è la conseguenza? Tutta la parte produttiva si blocca.

 

Per riavviare il sistema poi si perdono diverse ore di lavoro. Sempre che il sistema non si sia danneggiato in modo irreversibile. In questo caso infatti la perdita di memoria costringe a resettare la macchina che resta bloccata per parecchi giorni.

 

Il ripetersi di queste criticità inoltre, crea alla lunga una degenerazione delle parti che compongono la linea di produzione, causa di un invecchiamento precoce. Il rischio è quindi quello di compromettere l’intero sistema.

 

Inutile dire che i danni economici sono importanti. Oltre alla riparazione della macchina, bisogna fare i conti anche con l’effettiva mancata produzione e il fermo dei dipendenti che restano inoperosi in attesa del riavvio del processo.

 

Un caso reale

A un nostro cliente una serie di “piccoli malfunzionamenti” generavano in realtà delle grandi anomalie a tutte le apparecchiature elettroniche all’interno dell’azienda.

 

In particolare a una macchina operatrice, un robot costato diverse centinaia di migliaia di euro, costretta a restare ferma e inoperosa. Abbiamo analizzato bene la situazione per capire qual era il problema.

 

Quindi abbiamo inserito delle strumentazioni sulla rete, per capire dove si verificava il fenomeno e di che entità era il picco, il buco o la distorsione. Ma anche per individuare la causa e valutare se era possibile eliminare il problema alla radice.

 

Inoltre abbiamo anche pensato a com’era possibile proteggere questi sistemi più delicati rispetto a tutto il resto dell’alimentazione dell’azienda.

 

La maggior parte delle persone crede che le problematiche legate alla rete elettrica dipendano sempre da fattori esterni. Molti infatti attribuiscono la colpa al distributore di energia elettrica. Niente di più sbagliato.

 

Spesso queste criticità nascono proprio all’interno dell’azienda. Il problema in poche parole si auto genera con i macchinari presenti nello stabilimento e paradossalmente viene poi ribaltato all’esterno. A volte si rischia di danneggiare anche aziende o uffici limitrofi che sono attaccati sulla stessa rete.

 

Ecco perché è fondamentale affrontare e gestire in modo oculato e deciso questa problematica. Innanzitutto per limitare i problemi nella propria attività, ma anche per evitare di danneggiare terzi che potrebbero anche avanzare una richiesta di risarcimento danni nel caso in cui il distributore riscontri che il problema è causato proprio dal nostro impianto.

 

Spesso all’interno degli stabilimenti, sono presenti delle macchine operatrici importanti, come ad esempio calandre, dentatrici, robot e saldatrici, che essendo di grossa potenza ed avendo all’interno degli inverter generano per loro natura una serie di distorsioni, alcune chiamate in gergo tecnico armoniche.

 

Queste compromettono anche la sensibilità delle apparecchiature di protezione e generano di conseguenza una serie di interventi intempestivi.

 

Stabilizzatori di tensione: come funzionano

 

Per fortuna la tecnologia ci viene incontro. Esistono infatti delle apparecchiature in grado di tenere stabile, addirittura all’1%, la tensione di riferimento sulle apparecchiature.

 

Stiamo parlando degli STABILIZZATORI DI TENSIONE. Si tratta di apparecchiature che ovviamente non si comprano su Amazon, perché devono essere opportunamente dimensionate con attente misurazioni che occorre rilevare in azienda prima dell’acquisto.

 

Grazie a queste apparecchiature abbiamo risolto diverse problematiche all’interno delle aziende nostre clienti o divenute tali dopo il nostro intervento.

 

La maggior parte di quelle acquisite ci ha spiegato che avevano già avuto a che fare con altre imprese, che però non sono riuscite a risolvere il problema, poiché non erano adeguatamente attrezzate e competenti per eseguire le approfondite verifiche tecniche necessarie.

 

Senza queste opportune verifiche si rischia di far acquistare una macchina sbagliata al cliente. Infatti con uno stabilizzatore non tarato per quell’esigenza, il sistema continua a non proteggere adeguatamente l’azienda dalle anomalie.

 

Come a dire: oltre al danno (economico) la beffa.

 

 

Il sistema elettrico della tua azienda è in forma? Sei certo che il tuo impianto sia in perfette condizioni?

 

Ricorda che anche le anomalie piccole, adesso invisibili, generano quotidianamente criticità e logorano pian piano il tuo sistema, che diventa sempre più debole.

 

Verifica lo stato di salute del tuo sistema, ma affidatati sempre ad un’azienda specializzata.

 

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