Fulmini, temporali e danni collaterali…come difendersi

Con la fine dell’estate, iniziano puntualmente ed inevitabilmente una serie di condizioni meteorologiche sfavorevoli, che ci accompagnano mediamente sino all’arrivo della primavera.

I temporali a volte di forte intensità, sprigionano fulmini che dalle nuvole raggiungono la superficie terrestre, generando danni importanti a persone e cose.

 

I fulmini sono vere e proprie scariche elettriche che raggiungono le strutture sia in modo diretto che indiretto, possono essere di 4 tipi:

  • S1 – Fulminazione diretta sulla struttura aziendale;
  • S2 – Fulminazione indiretta in prossimità della struttura;
  • S3 – Fulminazione diretta sulla linee di segnale ed energia, entranti nella struttura;
  • S4 – Fulminazione indiretta in prossimità delle linee di segnale ed energia, entranti nella struttura.

 

Nessuno è immune agli effetti di un fulmine, infatti ogni volta che ne cade uno, si registrano guasti e danni a chilometri di distanza dal punto di caduta.

 

I tipi di danno che ne conseguono?

– D1: danno ad esseri viventi per elettrocuzione;

– D2: fuoco, esplosioni, effetti chimici, distruzioni meccaniche e altri danni materiali;

– D3: fallimento/malfunzionamento di sistemi elettronici a causa di sovratensioni.

 

 

Quali sono le perdite a cui si va incontro?

Perdita di vite umane (L1), perdita di servizi pubblici essenziali (L2), perdita del patrimonio culturale (L4), oppure la classica e sempre presente perdita di un valore economico pr strutture, materiali e attività (L4).

 

 

Esistono delle misure di protezione delle scariche atmosferiche: quali sono?

Impianti LPS e SPD

 

Come proteggersi dalla natura aleatoria del fulmine?

Per ridurre il rischio di incorrere in danni, è necessario progettare in modo tecnicamente corretto l‘impianto di protezione da scariche atmosferiche.

 

La soluzione più efficace contro gli effetti delle fulminazioni consiste sia nella protezione interna (impianti SPD e LPS interni), sia nella protezione esterna mediante parafulmine o gabbia di Faraday (impianti LPS esterni).

 

 

Per chi possiede un’attività è importante sapere che: l’articolo 80 del D.Lgs 81/08 obbliga il Datore di Lavoro a prendere “le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati dai tutti i rischi di natura elettrica connessi all’impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione ed, in particolare, da quelli derivanti da ….fulminazione diretta ed indiretta“.

Quest’obbligo si assolve facendo eseguire un’analisi del rischio da scariche atmosferiche, a seguito del quale si evidenzia la necessità o meno della realizzazione di un parafulmine (LPS esterno) o di protezioni elettriche integrative (SPD o LPS interno).

 

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