Bando MASE Mezzogiorno: 262 milioni per il fotovoltaico delle imprese del Sud

Contributi fino al 58% per chi installa un impianto fotovoltaico. Ecco cosa c’è da sapere.

C’è una finestra di opportunità aperta per le imprese del Mezzogiorno che vogliono investire nel fotovoltaico. Si chiama Bando MASE per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, ha una dotazione di 262 milioni di euro e offre contributi a fondo perduto che possono coprire oltre la metà dell’investimento.
Non è il solito incentivo fiscale da recuperare in dieci anni. È un contributo diretto, in conto impianti, che abbatte il costo iniziale in modo significativo.
Le domande si possono presentare dal 3 dicembre 2025 fino al 3 marzo 2026. Tre mesi scarsi. E l’esperienza insegna una cosa: le aziende che si trovano pronte quando si aprono queste finestre sono quelle che riescono a coglierle davvero.

A chi è rivolto il bando

Il bando si rivolge a imprese di qualsiasi dimensione – piccole, medie e grandi – che operano nelle regioni del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
 
Per accedere, l’impresa deve:
  • Essere iscritta al Registro delle Imprese
  • Essere in regime di contabilità ordinaria (o disporre di almeno una dichiarazione dei redditi per imprese individuali e società di persone)
  • Avere l’unità produttiva in un’area industriale, produttiva o artigianale di un Comune con più di 5.000 abitanti

Sono escluse le imprese del settore carbonifero, della produzione primaria agricola, della pesca e dell’acquacoltura.

Cosa finanzia

Il bando sostiene l’installazione di:
  • Impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo
  • Impianti termo-fotovoltaici
  • Sistemi di accumulo elettrochimico (batterie), ma solo se abbinati a un impianto fotovoltaico

Un punto importante: l’accumulo da solo non è ammissibile. Deve sempre essere collegato a un nuovo impianto di produzione.
È ammesso anche il potenziamento di impianti esistenti, ma non il semplice rifacimento.
La potenza dell’impianto deve essere compresa tra 10 kW e 1.000 kW. Una fascia che copre la maggior parte delle esigenze delle PMI e delle medie imprese industriali.

Quanto si può ottenere

Qui sta il valore concreto del bando. I contributi variano in base alla dimensione dell’impresa e al tipo di investimento:

Impianti fotovoltaici:
  • Piccole imprese: 58%
  • Medie imprese: 48%
  • Grandi imprese: 38%
Impianti termo-fotovoltaici:
  • Piccole imprese: 63%
  • Medie imprese: 53%
  • Grandi imprese: 43%
Sistemi di accumulo:
  • Piccole imprese: 48%
  • Medie imprese: 38%
  • Grandi imprese: 28%

Per una piccola impresa, questo significa che oltre la metà del costo dell’impianto fotovoltaico può essere coperto dal contributo. Un investimento da 100.000 euro ne costa effettivamente 42.000.

Le condizioni da rispettare

Come ogni agevolazione, anche questa ha delle regole precise:
  • Autoconsumo obbligatorio. L’energia prodotta deve essere destinata all’autoconsumo dell’unità produttiva. Non si può installare un impianto per rivendere energia.
  • Cessione dell’eccedenza al GSE. L’energia che non viene autoconsumata deve essere ceduta gratuitamente al GSE per 20 anni. È un vincolo importante da considerare nel dimensionamento dell’impianto.
  • Relazione tecnica asseverata. Il progetto deve essere supportato da una relazione tecnica firmata da un professionista abilitato.
  • Avvio successivo alla domanda. Il progetto deve partire dopo la presentazione della domanda di agevolazione, non prima.
  • Massimo 3 domande per impresa. Ogni impresa può presentare fino a 3 domande, ma su unità produttive differenti.

Perché muoversi adesso

Il bando chiude il 3 marzo 2026. Sembra lontano, ma non lo è.
Preparare una domanda fatta bene richiede tempo: sopralluogo, analisi dei consumi, dimensionamento dell’impianto, progettazione, relazione tecnica asseverata, raccolta della documentazione. Non sono cose che si improvvisano in una settimana.
E poi c’è un altro fattore: i fondi sono limitati. 262 milioni sembrano tanti, ma distribuiti su sette regioni e migliaia di potenziali beneficiari possono esaurirsi. Le domande vengono valutate in ordine di presentazione, quindi chi arriva prima ha più probabilità di ottenere il contributo.
L’esperienza insegna che le aziende che colgono queste opportunità non sono necessariamente le più grandi o le più strutturate. Sono quelle che si fanno trovare pronte. Che hanno già ragionato sull’investimento, che hanno i numeri chiari, che sanno cosa vogliono ottenere.

In sintesi

Il Bando MASE rappresenta un’opportunità concreta per le imprese del Sud Italia che vogliono ridurre i costi energetici e aumentare la propria indipendenza dalla rete. Contributi a fondo perduto fino al 58%, una finestra temporale definita, regole chiare.
Non è per tutti: servono i requisiti giusti, un progetto solido e la capacità di muoversi nei tempi. Ma per chi li ha, è un’occasione da non perdere.

 

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