Cambiamento climatico: troppo caldo o freddo all’improvviso

Il cambiamento climatico è davanti ai nostri occhi, ogni giorno. Le temperature variano all’improvviso e lo sbalzo tra gli interni di un edificio e l’ambiente esterno spesso ci danneggia. La tecnologia e l’expertise degli addetti ai lavori possono però venirci in aiuto. Gli effetti del cambiamento climatico Si è passati dal “Non ci sono più le mezze stagioni” al “Non ci sono più le stagioni”. Le temperature cambiano, anche in modo drastico, dalla mattina alla sera e, a peggiorare le cose, ci sono anche i sistemi di raffrescamento negli edifici e negli ambienti di lavoro che abbassano troppo la linea del termometro rispetto ai gradi centigradi percepibili all’esterno. È un circuito vizioso che, inevitabilmente, porta svantaggi anche sulla nostra salute. Esiste però una soluzione, fornita dalla combinazione delle più moderne tecnologie esistenti sul mercato, che consentono la creazione di edifici intelligenti e integrati con l’ambiente esterno (ne abbiamo anche parlato in questo post sullo smart building), con la specializzazione e l’esperienza di un team di esperti in materia (Ineltec ne sa qualcosa… ;-). La combinazione di questi elementi permette da un lato di vivere meglio le temperature esistenti negli ambienti di lavoro, nel rispetto delle esigenze di chi è all’interno; dall’altro favorisce un notevole vantaggio anche in termini di costi, perché porta allo sviluppo e realizzazione di soluzioni “just in time” che evitano lo spreco di energie. Cos’è il free cooling? Un esempio. Mai sentito parlare di free cooling? Letteralmente “sistema di raffreddamento libero”, è un metodo che sfrutta l’aria di un ambiente per raffreddare uno spazio senza dover ricorrere a sistemi di refrigerazione, perché si basa sulla sola differenza di temperatura con l’ambiente esterno. Il free cooling non ha bisogno di sistemi di refrigerazione particolare e non comporta lo spreco di energia, con un conseguente risparmio economico in bolletta. Ineltec, grazie alla sua esperienza pluriennale e a un network di esperti, può guidarti nella scelta di sistemi e impianti che meglio si adattano alle tue esigenze e al cambiamento climatico, senza mai perdere di vista gli ultimi trend tecnologici e il risparmio energetico. Contattaci per una consulenza gratuita! Siamo anche raggiungibili su WhatsApp al 371.1423790
Ineltec diventa Mobile

Da oggi, i nostri clienti potranno entrare in contatto con Ineltec, conoscere tutti i servizi e consultare il catalogo digitale direttamente su WhatsApp. Nasce, infatti, Ineltec Mobile, l’account business disponibile al numero 371.1423790. Su Ineltec Mobile, potrai richiedere un intervento, inviando, se necessario, fotografie, o un’offerta, allegando capitolati tecnici ed evidenziando eventuali criticità. Sarà anche possibile ottenere una video-consulenza gratuita: ben 45 minuti, per parlare e spiegare al nostro team di esperti il progetto che intendi avviare. Come fare? La sezione del catalogo digitale, oltre a offrire una panoramica dei nostri servizi, ti permetterà di ottenere, attraverso le prime tre icone – Richiesta di intervento, Richiesta offerta e Consulenza tecnica gratis -, in qualsiasi momento della giornata, il servizio di cui hai bisogno. Come accedere a Ineltec Mobile? Salva il numero 371.1423790 e cerca il nostro contatto su Whatsapp. Apri la finestra della chat e clicca sul nome che hai dato al contatto per accedere alle informazioni disponibili, come gli orari, il link del nostro sito web e il catalogo digitale. Cosa stai aspettando? Entra in Ineltec Mobile! 371.1423790 e con un “tap” sul tuo smartphone potrai ottenere il servizio di cui hai bisogno.
Soffri il caldo? Anche il tuo impianto fotovoltaico!

Questa settimana è arrivato un picco di caldo con mattinate torride, interrotto da frangenti temporaleschi. Controllare il meteo non serve soltanto per decidere se andare al mare o meno oppure se portarsi dietro giacca e ombrello in caso di pioggia. Chi si è dotato di un impianto fotovoltaico, ad esempio, dovrebbe sapere che particolari condizioni climatiche possono danneggiarlo se non si previene attraverso la manutenzione. “Nei mesi estivi l’impianto fotovoltaico funziona meglio”: ERRATO! Fate attenzione alle false credenze. Molta gente pensa che “Più caldo c’è, più l’impianto produce e funziona bene”. Sbagliatissimo perché, al contrario, temperature elevate creano diversi problemi. Il caldo, peggiora le performance dei pannelli fotovoltaici: più la temperatura è alta, minore produzione c’è su ogni singolo pannello. Oltretutto c’è un grave problema, un fenomeno fisico chiamato “dilatazione termica”. La dilatazione incide sia sui sistemi meccanici, che mantengono i pannelli fotovoltaici, sia sulla parte elettrica delle connessioni (serraggi, cavi elettrici, quadri etc.), che soffre l’alta temperatura. Ovviamente, e nessuno lo mette in dubbio, in questo periodo ci sono più ore di luce, il che è un vantaggio perché gli impianti producono, nella stessa giornata, più che in un altro periodo. Ed è proprio per questo l’impianto deve essere efficiente, c’è bisogno di una garanzia. Quale? La manutenzione. Quando fa caldo la manutenzione è l’unica garanzia Fare manutenzione, sia sulla parte elettrica che su quella meccanica, significa permettere la continuità produttiva dell’impianto fotovoltaico, soprattutto d’estate. E se dopo il forte caldo arriva un temporale estivo con raffiche di vento? Chiaramente, senza una buona manutenzione, non solo il caldo ma anche gli improvvisi sbalzi di temperatura sono dannosi. C’è chi, dopo aver installato un impianto fotovoltaico, se ne dimentica, pensando che continui a produrre energia costantemente, senza aver bisogno di particolari attenzioni. Lo sappiamo per esperienza Ci è successo di essere stati chiamati d’urgenza da un’azienda che, per l’appunto, aveva installato un impianto fotovoltaico e poi non ci aveva più badato. Facendo un controllo, dopo una giornata di forte vento, si erano resi conto che il proprio impianto, per una parte, era stato divelto. Questo è avvenuto proprio perché non avevano fatto la regolare manutenzione, e con il mancato serraggio hanno causato la rottura di alcuni pannelli fotovoltaici. Ma c’è di più, hanno addirittura corso il rischio che i pannelli, con dimensione di circa 1 metro per 1 metro e mezzo, dal peso medio di 15 chili, volassero dal tetto giù, sulla strada. Provate ad immaginare il disastro se avessero colpito delle persone. Intervenendo per sistemare la situazione, abbiamo effettivamente avuto la conferma del fatto che non avrebbero avuto problemi se avessero fatto regolarmente manutenzione. Risultato? Da quel giorno si affidano a noi con PMP, il Programma di Manutenzione Programmata Ineltec. E tu hai fatto manutenzione sul tuo impianto? Questo è il periodo migliore per agire ? CLICCA QUI
Tubazioni: partiamo dalle basi

Cosa succederebbe se un’autostrada non avesse un adeguato numero di corsie e lo spazio necessario per far circolare più veicoli contemporaneamente? Sarebbe impossibile viaggiare. Ci avete mai pensato? Si creerebbe una vera e propria congestione. Le tubazioni di un impianto elettrico sono proprio come le corsie di un’autostrada. Come il progetto di un’autostrada deve essere realizzato ad hoc per rendere la viabilità fluida ed evitare possibili ingorghi, anche un impianto elettrico deve essere composto da un preciso numero di tubazioni. Anzi, nel caso delle tubazioni incassate nel pavimento, una volta che lo spazio è finito non si possono più infilare i cavi. Ci sono normative che impongono di lasciare libero almeno un terzo dello spazio. Questo per dare la possibilità di uno sfilaggio futuro di cavi non più necessari oppure di una sostituzione in caso di manutenzione. Tutto parte dalle fondamenta Le canalizzazioni, e di conseguenza l’impianto di messa a terra, sono alla base di qualsiasi struttura impiantistica. La loro installazione è molto delicata perché è fondamentale definire la dimensione delle condutture che si vanno a posare sotto la pavimentazione. A maggior ragione quando si tratta di pavimentazioni di tipo industriale, come nel nostro caso, quando siamo stati chiamati a realizzare l’impianto elettrico di un’azienda che opera nel settore della gestione rifiuti a tutela dell’ecologia ambientale. 1° step: stesura delle tubazioni La posa deve essere corretta, fatta da personale specializzato, perché ogni curva, ogni dislivello del terreno, può generare delle difficoltà nelle fasi di infilaggio dei cavi. Ecco perché è importante dialogare con l’impresa edile che, fatti gli scavi, deve predisporre un letto di sabbia in cui vengono adagiate tutte le tubazioni. Una volta posizionate, è bene coprire le estremità dei tubi facendo una sigillatura. Noi, ad esempio, andiamo a creare dei cappucci proprio per evitare che nelle fasi di lavorazione, cioè le fasi più “sporche”, i tubi si riempiano di polvere e di terreno oppure che qualche animale si inserisca al loro interno. È un lavoro che richiede del tempo, ma che porta diversi benefici. Terminata questa operazione, arriva il momento di posare il terreno morbido sulle tubazioni per richiudere lo scavo o, in alternativa, di realizzare, subito dopo la copertura, una soletta di cemento a protezione meccanica delle tubazioni. La protezione dei tubi è molto importante perché con il passare del tempo e con lo schiacciamento naturale del terreno potrebbero deformarsi ed essere schiacciati. Non a caso esistono delle normative CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) che stabiliscono a quale profondità devono essere posizionate le tubazioni. 2° step: impianto di messa a terra delle tubazioni Di pari passo alla stesura delle tubazioni, si inizia a realizzare l’impianto di messa a terra, che è fondamentale, soprattutto per le strutture metalliche. L’impianto di messa a terra, infatti, protegge non solo dai contatti diretti e indiretti nel normale esercizio dell’impianto elettrico, ma anche dalle scariche atmosferiche che un capannone metallico ha più probabilità di attrarre. Di volta in volta, infatti, l’impianto viene dimensionato e verificato proprio in base ad uno studio tecnico, fatto da ingegneri specializzati, sulla probabilità che un fulmine vada a colpire direttamente o indirettamente l’edificio in questione. Insomma, conoscere l’ABC è importante in qualsiasi ambito, soprattutto in quello degli impianti elettrici. Senza un buon impianto i rischi per la sicurezza delle persone sono alti e l’azienda non “cammina”, così come le macchine bloccate nel traffico quando alcuni tratti di autostrada sono interrotti. Scopri come dovrebbe essere realizzato il tuo impianto, parti da basi solide ? CLICCA QUI
L’estate è finalmente arrivata!

Quali sono le prime 3 parole che vi vengono in mente se diciamo estate? Proviamo a indovinare… Sicuramente, mare, sole e spiaggia Questo mese fra i Trends di Google, ovvero gli argomenti e le keywords più ricercate dagli utenti su Google, ci sono la parola “Giugno” (+600%), la parola “vacanza” (+ 110%) e la parola “spiaggia” (+ 100%). Va da sé che se parliamo di giugno, spiaggia e vacanza… pensiamo subito al mare. Lo stabilimento balneare perfetto Oltre alla spiaggia e al mare, però, lo stabilimento balneare ha bisogno di molto altro. Deve soddisfare le esigenze logistiche, tecniche e di sicurezza come qualsiasi struttura aperta al pubblico esercizio, soprattutto in questo periodo, vista l’importanza di adottare sistemi di sicurezza che tutelino la salute di tutti. Al mare, infatti, non si fa soltanto il bagno e poi si prende il sole in spiaggia, per una giornata rilassante, lontani dalla città, è importante che lo stabilimento balneare offra tutti i servizi e i confort possibili. Quali sono i servizi fondamentali? Innanzitutto docce e cabine per ripulirsi dalla salsedine e mettere abiti asciutti. Altra cosa importantissima, le toilets e l’infermeria, in caso di piccoli incidenti come la puntura di una medusa o il morso di un granchio. Non può mancare poi il bar/ristorante, per chi ha voglia di mangiare in spiaggia, ma non ha il tempo di preparare il pranzo al sacco a casa, o semplicemente per un caffè e un gelato ristoratori. E non dimentichiamo il distributore automatico di bevande, per non rimanere mai a secco, anche quando al bar si crea la coda. Ovviamente la struttura balneare deve dotarsi di un buon impianto di illuminazione di tutta l’area, che illumini gli spazi interni e valorizzi lo stabilimento anche al calar del sole, offrendo ai clienti un’esperienza unica, magari accompagnata da un aperitivo o da una cenetta a lume di candela di fronte al mare. Un’estate al top! Ve lo diciamo perché noi quest’anno al mare ci siamo già stati, ma per lavoro. Abbiamo elettrificato un intero stabilimento balneare, sia per la parte degli impianti luce che per quella della forza motrice dei diversi chioschi, ciascuno per ogni servizio offerto: dalle docce al bar. D’altronde, per una vacanza al top c’è bisogno di uno stabilimento al top! Scopri come rendere efficiente e sicura la tua struttura ? CLICCA QUI
ARPA Basilicata: tecnologia per l’ambiente

Giugno, il mese dell’ambiente “È il momento per celebrare la natura”, lo sapevate? Si tratta di una frase emblematica, scelta come motto per l’edizione 2020 della giornata mondiale dell’ambiente, una ricorrenza che si celebra ogni anno, a giugno. Il tema di questa edizione è la biodiversità, per riflettere sull’estinzione di massa che nel XXI secolo vede a rischio circa un milione di specie viventi. Da qui l’appello dell’ONU a tutti i Paesi per far crescere la consapevolezza dei cittadini su temi così delicati e spingerli all’azione. La festa dell’ambiente nasce nel 1972 dall’Assemblea delle Nazioni Unite in occasione dell’istituzione del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, ma è stata celebrata per la prima volta nel 1974. Lo slogan era Only One Earth, perché il nostro pianeta è unico e dobbiamo preservarlo. La metafora della navicella spaziale “Terra” Se ci pensate bene la Terra è come un’astronave, come sosteneva l’economista inglese Kenneth Boulding. In un’astronave le risorse sono scarse e disponibili in quantità limitata (cibo, acqua, ecc.). Anche le risorse generalmente considerate libere, come l’aria e l’ossigeno, devono essere gestite in maniera oculata per la sopravvivenza degli astronauti. Per prolungare l’utilità delle risorse, gli astronauti effettuano il riciclaggio dei rifiuti sotto ogni forma, in modo da poter allungare il più possibile la durata delle risorse a propria disposizione. Come fonte di energia l’astronave utilizza l’energia solare, che è la fonte di energia primaria anche della Terra. A differenza dell’astronave, però, gli uomini sulla Terra hanno l’impressione che le risorse naturali a disposizione siano infinite. Di conseguenza molti di loro non si dedicano al riciclaggio dei rifiuti, ma sfruttano sempre nuove risorse, senza capire che anche la Terra, come l’astronave, è un sistema chiuso. Cosa c’entra l’ambiente con un’azienda di impianti elettrici e speciali? Vi stiamo dicendo questo non solo perché essere più consapevoli può aiutare a salvaguardare il nostro pianeta, ma anche perché, grazie ad un lavoro che siamo stati chiamati a svolgere, abbiamo conosciuto chi, ogni giorno, è impegnato nella tutela dell’ambiente e della qualità della vita. Ci riferiamo agli esperti dell’ARPA Basilicata: Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Basilicata, preposta al monitoraggio e al controllo dei fattori di rischio per la protezione dell’ambiente. Il nostro lavoro per ARPA Basilicata Ci è stato chiesto di realizzare i nuovi uffici e laboratori analisi dell’ARPA Basilicata nel momento in cui la struttura ha cambiato sede. La cosa più impegnativa per noi è stata entrare a pieno nel loro mondo, fatto di costanti verifiche sull’impatto ambientale e di monitoraggi periodici del territorio. In ambienti vuoti, e a crearsi, dovevamo ridistribuire e ridisegnare il layout delle loro attrezzature e strumentazioni, sia quelle presenti sia quelle future, che avrebbero acquistato di lì a poco. C’è stato un intenso lavoro da parte del nostro ufficio tecnico, tra l’acquisizione delle schede dei nuovi prodotti e il rilevamento, a più riprese, di tutte le strumentazioni già utilizzate per fare le analisi, le verifiche e le ispezioni. Così abbiamo iniziato a scoprire, man mano, i diversi laboratori, a cosa servivano, qual era la competenza delle persone che facevano quel lavoro e quali, invece, i rischi. Stiamo parlando di laboratori di eccellenza, per fare qualche esempio: il laboratorio di cromatografia liquida e quello di gascromatografia. E ancora, il laboratorio di preparativa pesticidi, mineralizzazione, spettro-fotometria, spettrometria di massa, microbiologia, microscopia e chimica di base. Gli impianti speciali Oltre agli impianti base per luci e prese, infatti, abbiamo realizzato quattro impianti speciali appositamente per gli uffici e per i laboratori dell’ARPA, che hanno inevitabilmente esigenze diverse e specifiche gli uni dagli altri. E quindi: l’impianto per la verifica e misurazione della qualità dell’aria e dei livelli di ossigeno; l’impianto di rivelazione incendi, l’impianto di adduzione dei gas tecnici e i sistemi a fibra ottica per l’impianto di trasmissione e archiviazione dati. È stato bello lavorare per un’azienda che necessitava di una struttura altamente tecnologica ed efficiente. Ci ha dato una nuova prospettiva e ci ha fatto capire l’importanza delle attività che questo ente regionale svolge a tutela e difesa dello stato di salute dell’ambiente e, di conseguenza, di tutti noi, cittadini: promuovendo cultura e comportamenti coerenti con i principi e gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. Scopri come ottenere una struttura tecnologica ed efficiente ?CLICCA QUI
Lingue straniere con la didattica a distanza

Anche quest’anno la scuola è finita, per molti studenti, e sta giungendo al termine per altri. Sta di fatto che nessuno ha avuto o avrà modo di festeggiare la fine dell’anno scolastico in classe, con tanto cibo e tanti abbracci. Sì, perché la scuola nel 2020 ha cambiato fisionomia: non più in aula, con lezioni frontali e sguardi d’intesa con il proprio compagno di banco, ma a distanza. A partire da marzo, insegnanti e studenti si sono approcciati alla DAD: didattica a distanza. Tutti sono diventati più tecnologici, persino i genitori a casa che aiutavano i loro figli a sperimentare questo nuovo modo di fare didattica. E adesso, arrivati a giugno, connettersi per fare lezione attraverso uno schermo e caricare i compiti su una piattaforma virtuale, è diventato quasi un’abitudine. Prima del coronavirus… Nelle scuole esistevano aule tecnologiche in cui tutti i PC erano connessi e l’insegnante poteva monitorare i suoi allievi da remoto? La risposta è SÌ. Si tratta di didattica in presenza, ovviamente, ma in queste aule speciali il metodo di insegnamento è supportato dalla tecnologia e assume più valore. Lo sappiamo bene perché ne abbiamo avuto esperienza diretta: siamo stati chiamati per realizzare gli impianti speciali dei laboratori linguistici di due scuole. Poter migliorare l’esperienza di apprendimento delle lingue straniere ci ha reso davvero fieri. In un mondo globalizzato in cui le lingue, e non solo l’inglese, sono la porta d’accesso al mondo, pensare che tanti studenti hanno imparato lingue straniere e le impareranno anche grazie al nostro contributo è una grande soddisfazione. La nostra esperienza diretta L’obiettivo era trasformare una semplice aula scolastica in un laboratorio tecnologico. Questo significava, non solo connettere tutti i PC alla rete per consentire alle diverse postazioni di apprendimento di navigare, ma realizzare impianti speciali utili all’insegnante per verificare, da remoto e in real time, quello che avviene su ogni dispositivo, in modo da poter capire come gli studenti affrontano i compiti assegnati. Ovviamente gli impianti da realizzare dovevano garantire tutti i requisiti minimi di sicurezza che devono essere presenti all’interno di una classe di scuola, oltre ad essere funzionali ed esteticamente gradevoli. Ed è proprio quello che abbiamo fatto. La soluzione migliore Grazie al nostro ufficio tecnico interno abbiamo avuto la possibilità di dialogare con gli insegnanti e con i tecnici di laboratorio delle scuole, così da capire quali fossero le loro esigenze e studiare la soluzione migliore. In brevissimo tempo ci siamo adoperati per realizzare questi nuovi impianti utilizzando dei sistemi di canalizzazione sovrapposti alle pareti e alle pavimentazioni, senza realizzare opere edili. Il risultato è stato aule tecnologiche, funzionali, sicure, belle e in linea con il futuro. Scopri come ottenere impianti “davvero” speciali! CLICCA QUI
Un’apertura da record

Capita spesso nella vita, soprattutto in ambito lavorativo, di trovarsi a fare delle scelte: accettare una proposta oppure no; cogliere una sfida o lasciar perdere; prendere o lasciare. Si tratta di decisioni delicate, che comportano una buona dose di responsabilità. Nel mondo degli impianti elettrici e speciali, ad esempio, cogliere una sfida può significare accettare di portare a termine, entro una data prestabilita, un lavoro che ha subito dei forti rallentamenti. A noi è successo con un supermercato in fase di apertura Era tutto pianificato. Il supermercato aveva già comunicato ai clienti la data di inaugurazione, prevedendo per quel giorno delle promozioni speciali, ma qualcosa in cantiere è andato storto: i lavori hanno subito dei rallentamenti tali che l’apertura del supermercato, di lì a poco, sembrava un’utopia. È stato allora che siamo entrati in gioco, attraverso una telefonata lampo. Il telefono ha squillato alle 9.30 di un venerdì. Abbiamo risposto subito, ci siamo dati appuntamento alle 12.00 e una volta lì, abbiamo capito di trovarci di fronte ad un bivio: declinare l’offerta di lavoro e deludere i proprietari del supermercato che ci avevano scelti per risolvere una situazione di emergenza, l’inaugurazione era prevista per il mercoledì successivo, e occorreva iniziare subito a lavorare con il rischio di non farcela oppure accettare la sfida, mettercela tutta, e permettere al supermercato di aprire le porte ai suoi futuri clienti? Abbiamo deciso di provarci, avendo una sola certezza: la serietà e la preparazione delle squadre di tecnici Ineltec. Siamo scesi in campo il giorno seguente, lavorando anche in notturna e nei giorni di festa. Il supermercato è diventato il nostro stress test Una sfida per metterci alla prova e misurare la capacità della nostra impresa di fronteggiare “scenari avversi”. Abbiamo letteralmente lottato contro il tempo cercando di anticiparlo, pianificando tutto con la massima urgenza. Ed è proprio grazie ad un’organizzazione efficace e al coordinamento con il nostro ufficio tecnico interno, che siamo riusciti a mettere in ordine tutti i tasselli, facendo in modo che questa apertura avvenisse nei tempi sperati. Ci piace chiamarla apertura da record non tanto per aver svolto, in meno di 4 giorni, un lavoro che normalmente viene fatto in 15-20 giorni, ma soprattutto perché abbiamo creduto nei nostri mezzi e nei nostri uomini, e ci siamo riusciti nonostante la complessità della sfida. Una sfida che è diventata anche la nostra. Siamo pronti a vincere anche per te! Scopri l’impianto elettrico migliore per la tua attività ? CLICCA QUI
Una domenica in stazione

La domenica mi lasci sola…. Perché, perché la domenica mi lasci sempre sola? Inizia così il celebre brano di Rita Pavone “La partita di pallone”, nel quale la cantante si chiede come mai il suo innamorato vada via, proprio di domenica, e non la porti con sé allo stadio. Lasciare sola la propria compagna succede anche a chi lavora in un’azienda di impianti elettrici e deve uscire di casa, non per andare a vedere una partita di calcio, bensì per risolvere un problema di manutenzione straordinaria. O meglio, nelle altre aziende di impianti elettrici non lo sappiamo, ma questo in Ineltec avviene spessissimo, poiché i clienti vengono supportati in ogni momento. L’esempio più recente? Un intervento di manutenzione straordinaria alle Ferrovie, in una domenica di lockdown. Manutenzione extra-ordinaria di domenica Non ci dimentichiamo che durante la Fase 1 dell’emergenza coronavirus, in piena pandemia e di domenica, la maggior parte delle attività commerciali erano chiuse, ma i servizi indispensabili per i cittadini, come i trasporti, continuavano a funzionare quasi regolarmente. Il problema da risolvere riguardava proprio la parte impiantistica della sala operativa di gestione dell’intera stazione, compreso lo smistamento dei binari: un punto nevralgico per il sistema ferroviario. Un intervento che poteva essere svolto solo con lo stop dei treni e la chiusura della stazione. C’era pertanto bisogno di una risoluzione celere ed efficiente, che consentisse la ripresa delle attività il prima possibile. Insomma, una domenica insolita per i nostri tecnici, trascorsa con i referenti e i funzionari delle Ferrovie. Passato l’ultimo treno, la stazione è stata chiusa temporaneamente. Questo per consentire alla squadra Ineltec di mettersi all’opera e terminare il lavoro nel minor tempo possibile, in modo da consentire la ripartenza delle corse. Ma qual è il fulcro di questa storia… Il fulcro è la preparazione. Trattandosi di un’operazione di ammodernamento dell’impianto, l’attività propedeutica pianificata nei giorni precedenti all’intervento è stata fondamentale. Innanzitutto bisogna dire che aziende come le Ferrovie hanno sempre una duplice necessità nel momento in cui si trovano di fronte a problemi di tipo impiantistico: da un lato assicurare la continuità del servizio, dall’altro la produttività dell’azienda. Ecco perché necessitano di partner sempre pronti, in grado di fornire supporto in qualsiasi momento e situazione. Nel nostro caso bisognava riadeguare le componenti obsolete per il nuovo impianto e quindi cambiare il quadro di gestione della sala operativa seguendo due fasi precise: intercettare tutti i cavi provenienti dalle apparecchiature presenti in stazione (sensori, segnalatori, sirene etc.) e poi contrassegnarli per riconnettere il tutto e adeguarlo alla nuova tipologia di quadro e logica di gestione operativa richiesta dal cliente. Quest’ultima è un’attività proficua perché contrassegnare i cavi consente il loro ripristino, in caso di anomalia, in modo rapido ed efficace. Grazie all’intervento dei tecnici Ineltec, quel giorno tutto è andato bene, le corse sono ripartite velocemente e i passeggeri sono arrivati a destinazione. Una storia a lieto fine. Ulteriori considerazioni C’è da dire che generalmente queste attività, nella maggior parte dei casi, vengono svolte dalle aziende nei giorni festivi, quando tutti gli altri esercizi, e anche i fornitori, sono chiusi. A maggior ragione in un periodo di lockdown. Di conseguenza, la fase preparatoria è stata determinante perché non potevamo dimenticare nulla, bisognava predisporre tutto nei minimi particolari: uomini, mezzi, materiali, attrezzature. E’ risultato indispensabile valutare ogni possibile imprevisto, anche quelle eventuali necessità a cui mai avremmo pensato. Proprio perché quando si inizia a svolgere un lavoro di questo tipo, non si può lasciare nulla di intentato, tanto meno fermarsi a metà dell’opera. Richiedi una consulenza gratuita per una manutenzione rapida ed efficace dei tuoi impianti ? CLICCA QUI
Quadri elettrici ai tempi del coronavirus

Fase 1 Problematica Siamo ormai giunti alla Fase2 dell’emergenza sanitaria scatenata dal diffondersi del coronavirus sul territorio nazionale. E’ arrivato il momento di imparare a convivere con il virus, ma in questi primi mesi del 2020 tante cose sono cambiate. Se dal 18 maggio 2020, molti esercizi commerciali hanno finalmente riaperto le loro porte ai clienti, all’inizio della pandemia erano ben poche le attività rimaste aperte per soddisfare i bisogni primari della comunità. Tra queste farmacie, parafarmacie e supermercati. Le aziende farmaceutiche e le filiere alimentari non hanno avuto, pertanto, la possibilità di stoppare la propria produzione, non potendo assolutamente lasciare sforniti i negozi. Nonostante ciò, supermarket e farmacie non sono riusciti a soddisfare la crescente domanda di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti e gel igienizzanti. È successo che la gente in coda per entrare al supermercato, o in farmacia, non sia poi riuscita a trovare nessun dispositivo di protezione perché già terminato. Un problema che ha toccato anche i medici che lavorano negli ospedali e nelle cliniche rimaste aperte, e quindi molto più esposti ad un rischio di contagio. Fabbriche riconvertite La scarsità di dispositivi di protezione individuale ha generato un fenomeno interessante: la riconversione produttiva di molte fabbriche che, per motivi di sicurezza, erano state costrette a fermarsi. È successo che aziende, che normalmente producono cosmetici, hanno riavviato la produzione in piena Fase 1 per produrre gel igienizzante. O, ancora, aziende di moda e salottifici hanno deciso di realizzare mascherine. Cosa lega i quadri elettrici al coronavirus? Alcune delle fabbriche che hanno iniziato a produrre DPI, però, si sono trovate di fronte ad una particolare necessità: dotarsi di quadri elettrici ad hoc, grazie ai quali gestire i comandi e i controlli della nuova linea di produzione. Un esempio? Ineltec, in questo caso, oltre a supportare le aziende rimaste aperte sin dall’inizio, è stata chiamata a realizzare i quadri elettrici di una fabbrica riconvertita. È stato un po’ come fare un’operazione chirurgica: i tecnici, muniti di guanti e mascherine, si sono messi al lavoro nel “laboratorio di quadri elettrici” interno a Ineltec, attenti a rispettare tutte le misure preventive, anti-Covid19, durante la fase di realizzazione. L’obiettivo era quello di soddisfare il prima possibile le esigenze del cliente, mettendo a punto i quadri elettrici in tutta sicurezza. Dalla Fase 1 alla Fase 2, infatti, il nostro compito è quello di rispondere alle necessità aziendali, in qualsiasi momento e per qualsiasi bisogno. Ovviamente con le dovute precauzioni! Per quadri elettrici su misura per te > CLICCA QUI

