Desideri contattarci? Chiamaci!

+39-0835-382760

COOKIE POLICY. Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca sullo specifico link.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

 

Come funziona il credito d'imposta?

Con la nuova Legge di Stabilità 2016 è stato introdotto il Bonus Videosorveglianza: un credito d’imposta che garantirà molti vantaggi per i cittadini che intendono proteggere se stessi e la propria famiglia da eventuali furti o atti illeciti nella propria casa per l’acquisto di sistemi di videosorveglianza, videocamere di sicurezza e vigilanza di casa privata.

Com’è noto, il tema della sicurezza è particolarmente avvertito in questo periodo, per affrontarlo cercando di spendere il meno possibile, ci viene in soccorso l’emendamento che ha modificato la Legge di Stabilità 2016 nell’ambito del pacchetto «cultura e sicurezza».

Ma cos’è il Bonus Videosorveglianza 2016?

É possibile detrarre dalle tasse per le spese per sistemi di videosorveglianza digitali o per contratti con agenzie di vigilanza. Il fondo messo a disposizione dal Governo è pari a 15 milioni di euro, fino a esaurimento scorte, ovvero via via che i cittadini documentano spese ammissibili per detrarle dalle tasse il fondo diminuisce fino ad esaurirsi, quindi vale il detto “chi prima arriva meglio alloggia”

Come funziona il credito d’imposta?

Nella compilazione della dichiarazione dei redditi è possibile inserire le spese sostenute (Quadro G in caso di modello 730, quadro RU in caso di modello Unico). La spesa quindi sostenuta verrà sottratta dal totale delle tasse che il cittadino deve pagare.

A chi spetta il Bonus Videosorveglianza 2016?  

Il bonus videosorveglianza spetta solo ai cittadini privati non titolari di Partita IVA, per cui alle sole famiglie o single. Si legge nell’emendamento: “il credito d’imposta 2016 vale solo per «persone fisiche che non svolgono attività di lavoro autonomo o di impresa»”, per cui ne sono esclusi commercianti, artigiani, società ed imprese anche individuali.

Quanto spetta per il Bonus Videosorveglianza 2016?

Dal momento che questa misura è stata da poco proposta dal Governo, mancano ancora molti dettagli, come ad esempio sapere il limite di spesa per l'installazione di telecamere digitali e dei contratti per le agenzie di vigilantes, l'importo massimo di spesa che spetta alle famiglie con il credito d'imposta, le modalità per fruire del bonus, le spese ammesse.

Rientrano nel beneficio i costi per il sopralluogo, il progetto, l'installazione delle videocamere di sicurezza, il rilascio della certificazione e conformità alla legge sulla privacy, la documentazione per accedere all'agevolazione, e tutto ciò che deve contenere il contratto da stipulare con l'agenzia di vigilanza, nel caso in cui il cittadino decida di affidare la sua sicurezza ad un'agenzia specializzata?

 

 

Il tema sulla manutenzione degli impianti è sempre stato un tasto dolente. Spesso viene visto e vissuto come un costo superfluo ed accessorio che non offre reali vantaggi e quindi si interviene sugli impianti quando c’è un guasto

Questo avviene ovunque: casa, ufficio, negozio, azienda.

A questo punto però, il fattore tempo prende il sopravvento, devi trovare velocemente un'impresa elettrica disposta a venire subito a riparare il guasto e sei disposto a pagare qualsiasi cifra per evitare, in caso di attività produttiva, il fermo della lavorazione con costi di mancata erogazione del prodotto/servizio, personale fermo e disagio col cliente se non addirittura il rischio di perdere commesse e clienti.

Iniziamo a sfatare un mito “la manutenzione non è obbligatoria, almeno per quanto riguarda le abitazioni, ma abbiamo delle responsabilità”. Se non teniamo manutentati i nostri impianti, oltre al danno la beffa.

Quale BEFFA?

Cerchiamo di approfondire meglio per venirne a capo. Una volta realizzato un nuovo impianto elettrico la ditta installatrice rilascia la Dichiarazione di Conformità, giusto? Perfetto, detto questo prendiamo la nostra dichiarazione di conformità, redatta ai sensi del Decreto Ministeriale n.37 del 13 Marzo 2008 e la archiviamo da qualche parte all'interno della nostra abitazione, ufficio, negozio o azienda che sia. Così facendo la abbandoniamo al suo destino, dimenticandocene, fino a quando qualcuno non ce la chiederà in visione.
Bene, anzi male! Ti invito ad andare a controllare all'interno di quella dichiarazione, poiché in basso vengono richiamati due concetti estremamente fondamentali, che riguardano le responsabilità e gli obblighi per il proprietario dell'impianto che, in caso di inadempienza (la mancata manutenzione lo è), per contro, sollevano l'impresa installatrice dalle responsabilità, facendo decadere la garanzia sull'impianto.

Vai pure a guardare, cosa troverai scritto? Ecco:

L’IMPRESA DECLINA ogni responsabilità per sinistri a persone o a cose derivanti da manomissione dell’impianto da parte di terzi ovvero da carenze di manutenzione o riparazione.
AVVERTENZE PER IL COMMITTENTE: responsabilità del committente o del proprietario, Art. 8.

Ecco qui cosa dice l’articolo 8 al comma 2:

Art. 8. D.M. n. 37/2008 - Obblighi del committente o del proprietario

Comma 2. Il proprietario dell'impianto adotta le misure necessarie per conservarne le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia, tenendo conto delle istruzioni per l'uso e la manutenzione predisposte dall'impresa installatrice dell'impianto e dai fabbricanti delle apparecchiature installate.

Adesso, hai preso consapevolezza della BEFFA?

Ora invece cerchiamo di dare risposta ad una serie di domande che spesso i clienti ci fanno

Il mio impianto è nuovo a cosa serve la manutenzione?

Anche la tua auto è nuova, ma viene periodicamente portata dal meccanico per eseguirne il tagliando, vero?!  Il motivo è lo stesso, la manutenzione serve perché il Tuo impianto resti sicuro ed affidabile nel tempo.

Il mio impianto gode di una garanzia di 24 mesi per legge, quindi perché devo fare la manutenzione prima di questo periodo?

Vero, ma a patto che tu rispetti quanto previsto dal DM 37/08 che abbiamo richiamato poche riga sopra, ed abbia fatto tutto quanto nelle tue possibilità per mantenere l'impianto efficiente.

Quali sono i rischi e i danni a cui vado incontro se non eseguo la manutenzione?

Il rischio è che per una cattiva o mancata manutenzione, o peggio ancora per un uso improprio nell'utilizzo dell'impianto, rispetto a quello per cui era stato inizialmente realizzato, ogni volta, rischi un malfunzionamento, un guasto che ti lascia al buio, o addirittura un principio d'incendio.

 

Inoltre ogni volta che Ti capita un guasto, devi velocemente recuperare la disponibilità di un tecnico che possa raggiungerti nell'immediato per poter eseguire un intervento e ripristinare il corretto funzionamento.

Ricordi l'ultima volta che hai chiesto la disponibilità urgente di un tecnico? Se sei stato così fortunato da reperirne subito uno, hai mai potuto negoziare quanto ti ha chiesto? “Manco per sogno”, anzi lo hai ringraziato perché ti ha tolto dai GUAI che avresti potuto EVITARE se solo avessi pensato prima di utilizzare il PIANO PROGRAMMATICO MANUTENTIVO 

Se hai altri dubbi non esitare a contattarci, saremo disponibili a darti le informazioni che servono per evitare spiacevoli inconvenienti

E ricorda “prevenire è meglio che curare”

 

Il Gestore dei Servizi Energetici ha recentemente pubblicato le Istruzioni operative per la gestione e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici e intervenendo così in materia di recupero e riciclaggio dei dispositivi esauriti.

L'informativa indica chiaramente le modalità per lo smaltimento con riferimento diretto al produttore dei pannelli o al gestore dei moduli.

La normativa prevede per gli impianti fotovoltaici domestici con potenza inferiore a 10kW che il Soggetto Responsabile del RAEE fotovoltaico utilizzi il servizio gratuito fornito dai Centri di Raccolta.

Le cose cambiano per gli impianti con potenza superiore ai 10 kW. In questo caso il Soggetto Responsabile del RAEE fotovoltaico professionale dovrà rivolgersi agli operatori autorizzati per la gestione dei codici CER identificati dalla normativa vigente.

 

 

Diversamente, a supporto degli utenti professionali, il GSE mette a disposizione un servizio per la completa gestione delle operazioni di raccolta e trattamento. Il processo include il trasporto e un adeguato recupero e smaltimento compatibile con l'ambiente.

Questo processo rientra in un logica di sostenibilità ed è preconfigurato già all'interno del meccanismo incentivante in vigore. Di fatto, dall'undicesimo anno di incentivazione, il GSE trattiene dalle tariffe del Conto Energia una specifica quota per la totale gestione dei RAEE derivanti dai pannelli solari. Solo a seguito del trattamento e dello smaltimento del modulo, il Soggetto Responsabile potrà richiedere la restituzione della quota trattenuta, comprensiva di interessi. Per fare questo dovrà presentare al Gestore la necessaria documentazione di certificazione entro sei mesi dalle attività di smaltimento.

 

12.01.2016 Fonte Ispirativa EnergMagazine

 

 

Poche volte ci soffermiamo a valutare l’importanza e la pericolosità del nostro impianto elettrico.

Noi tutti, insieme ai nostri figli, entriamo quotidianamente in contatto con il nostro impianto, come possiamo sapere che sia sicuro?

Quando è stata l’ultima volta che hai fatto controllare il tuo impianto elettrico?

Regala Sicurezza e Serenità alla tua Famiglia…..per Natale richiedi GRATIS un Check-up di verifica, proteggi il bene più importante…la tua casa!!!!   

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Campagna di sensibilizzazione sicurezza elettrica in famiglia.